Politica

L’ultima ideona di Salvini: l’autarchia alimentare come durante il ventennio fascista | VIDEO

Una dieta tricolore per non essere dipendenti dagli altri Paesi. Dove l’avevamo già sentita?

Salvini autarchia alimentare

Niente più sushi perché il salmone è allevato in Norvegia e nei Paesi nordici. Niente più ingredienti che provengono dall’estero perché occorre non essere più dipendenti dai mercati stranieri. Matteo Salvini si auspica un bel ritorno a quei tempi andati in cui in Italia si mangiavano solamente prodotti auto-prodotti, esattamente come volle e fece Benito Mussolini durante il ventennio fascista. L’ultima ideona del leader della Lega è stata rilanciata giovedì sera, mentre era in collegamento con Paolo Del Debbio a “Dritto e Rovescio”.

Salvini e l’autarchia alimentare (come durante il ventennio fascista)

Un tormentone che ritorna, perché la battaglia contro l’Europa “brutta e cattiva” che fa norme per affossare la produzione alimentare in Italia è un vecchio cavallo di battaglia del leader della Lega che, di tanto in tanto, la rinfresca per fare propaganda.

“Dobbiamo tornare a essere indipendenti dal punto di vista energetico, ma anche dal punto di vista alimentare. Ti ricordi di tutte le normative folli dell’Europa per combattere i nostri agricoltori, i nostri pescatori e adesso negli scaffali dei nostri supermercati rischiano di mancare i prodotti alimentari? Ecco, lasciamo che i nostri agricoltori e i nostri pescatori possano produrre, coltivare, mungere e allevare tutto quello che facevano nella vita. La guerra è un dramma, ma l’Italia deve capire che possiamo fare da soli. Non possiamo far produrre in Cina sottoprezzo o dipendere dalle norme dell’Europa”.

Ovviamente il discorso di Salvini è ricco di lacune. Perché se è vero che l’Europa ha posto alcuni tetti sulla produzione, dimentica di ricordare come questa mossa sia servita a regolamentare (e aumentare) l’export dei nostri prodotti verso l’estero. Inoltre, buona parte della normativa è gestita direttamente dall’Italia che ha ampi margini di manovra. E un caso del recente passato lo dimostra: erano i giorni precedenti al voto Regionale in Sardegna e il leader della Lega aveva promesso ai pastori sardi (che stavano protestando) la riduzione del prezzo del latte. E proprio lui aveva promesso loro la riduzione a “1 euro”. Che fine ha fatto quella promessa? Diciamo che i pastori sardi, dopo esser stati utilizzati per fini propagandistici, sono stati lasciati a loro stessi e alle loro proteste.

Il retaggio del ventennio

Inoltre, il discorso di Salvini sull’autarchia alimentare (perché di questo si tratta) riporta alla mente quel che accadeva in Italia durante il regime fascista. In nome dell’indipendenza alimentare, infatti, Mussolini aveva ridotto al minimo (praticamente azzerandole) le esportazioni e le importazioni. La dieta degli italiani figli di quella “sovranità alimentare” si basava, dunque, su riso, legumi, olio e vino. Ovviamente i tempi sono cambiati, ma buona parte dei piatti che consumiamo quotidianamente sono figli di quel mix di culture e di prodotti che non sono solamente col marchio tricolore. Anche perché l’autarchia alimentare ha dei grossi limiti: le risorse non sono infinite (neanche quelle del terreno), così come la carne e il pesce. Chiudere i confini per essere indipendenti, anche a livello alimentare, non è il simbolo dell’evoluzione.