Opinioni

Perché Luisella Costamagna si è arrabbiata con Goffredo De Marchis

Ieri la giornalista Luisella Costamagna su Twitter è andata all’attacco del collega Goffredo De Marchis di Repubblica: “L’altra sera nel backstage del teatro Brancaccio c’era un imbucato che sgomitava per elemosinare qualche avanzo di virgolettato da Grillo. Una cosa mesta. Era il retroscenista da retropalco di fede renziana”

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De Marchis gli ha risposto con un “Come ti permetti” al quale la Costamagna ha replicato con un “come ti permetti tu”; successivamente ha replicato anche ad altri commenti sostenendo che il giornalista l’aveva “etichettata” senza conoscerla, secondo un refrain piuttosto in voga.

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Il motivo dell’arrabbiatura di Costamagna risiede nell’articolo firmato da De Marchis uscito proprio ieri: parlando dei presenti in sala al Teatro Brancaccio durante lo spettacolo di Grillo dice:

Attorno a lui l’ex Iena Dino Giarrusso, la giornalista di fede grillina Luisella Costamagna, la deputata Conny Giordano. Carlo Freccero, amico ligure, lo aspetta nel camerino verde in fondo a uno stretto corridoio. In sala c’era anche il presidente della Rai Marcello Foa e prima dell’inizio è passata per un saluto la ministra della Difesa Elisabetta Trenta.

È la strana umanità del backstage: baci, pacche sulle spalle, complimenti, appuntamenti per la prossima volta. Un po’ finta, un po’ mondana, L’ultima volta al Brancaccio però c’era più politica. Grillo era anche lui “dentro” ma al Movimento. L’intero gruppo dirigente era salito sul palco e il comico li aveva battezzati, in qualità di Elevato (si era perfino fatto disegnare un badge) distribuendo grilli secchi da mangiare. Una deputata incinta aveva cortesemente declinato.

Evidentemente l’ooinionista del Fatto si è arrabbiata per essere stata definita “grillina” – anche se qualche volta magari poteva dare quell’idea: ricordate l’articolo sulla cassiera vessata dal Jobs Act? – e per essere comparsa nell’articolo prima della descrizione della “strana umanità” del backstage.

EDIT 24/02/2018: Luisella Costamagna dà la sua versione dei fatti su come è andata con una lettera a Dagospia:

Mercoledì sera, dopo lo spettacolo di Grillo al Brancaccio, mi si presenta un signore. Ci diamo la mano, lui dice il suo nome, io il mio. Si chiama appunto Goffredo De Marchis e cerca di avere da Grillo delle battute che lui non sembra intenzionato a dargli. Ordinaria amministrazione. Io e lui, al di là della presentazione, non scambiamo mezza parola (anche perché io saluto e me ne vado quasi subito).

Il giorno dopo, tuttavia, mi vedo sbattuta nel suo pezzo, sulla prima pagina di “Repubblica”, inserita in una supponentissima descrizione da corte dei miracoli (“umanità da backstage”, “un po’ finta e un po’ mondana”) ed etichettata come “giornalista di fede grillina”. Ora, è chiaro che non devo rendere conto a nessuno delle mie idee, di quello che condivido e non condivido del M5S (o di altri partiti); scrivo su due giornali, intervengo in tv da anni e chiunque può farsi un’idea di quello che penso. Il signor De Marchis evidentemente non mi legge e non mi guarda: legittimo, per carità. Ma allora non parli di me con quella apodittica superficialità

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