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Il no di Luigi Marroni all'interrogatorio dell'avvocato di Tiziano Renzi

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Avrebbe risposto “no grazie”, secondo quanto scrive l’agenzia di stampa ANSA, l’amministratore delegato di Consip Luigi Marroni all’invito dall’avvocato Federico Bagattini, difensore di Tiziano Renzi, che gli aveva chiesto di sottoporsi ad un interrogatorio nell’ambito delle indagini difensive consentite al legale dell’imputato. Traffico di influenze illecito è il reato per il quale la procura di Roma indaga il padre dell’ex premier Matteo Renzi. Bagattini starebbe ora valutando le prossime mosse: ieri, tra l’altro, ha ritirato alcuni atti alla procura della capitale dove Tiziano Renzi era stato ascoltato il 3 marzo scorso. L’avvocato Bagattini così come previsto dalla legge potrà comunque chiedere alla procura di Roma di interrogare Marroni in sua presenza.

Cosa ha detto Marroni di Lotti e Renzi

Luca Lotti, ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e attuale ministro dello Sport, insieme al padre dell’ex premier Tiziano Renzi dallo scorso dicembre è finito nel mirino della magistratura dopo le dichiarazioni di Marroni, ex assessore alla Sanità della Regione Toscana e attuale ad di Consip, che, sentito dagli inquirenti napoletani, ha pure tirato in ballo il generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia, comandante della Legione Toscana, e il comandante generale dell’Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette. Lotti – secondo quanto ha riferito Marroni – lo avrebbe messo sull’avviso che c’era un’inchiesta penale in corso su Consip tanto che venne disposta una bonifica degli uffici.

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Luigi Marroni, AD di Consip e accusatore di Lotti e Tiziano Renzi

Una circostanza, questa, che il ministro, in una dichiarazione spontanea resa al pm Mario Palazzi durante le festività natalizie, ha negato con forza, precisando di non frequentare da tempo il dirigente Consip. Dunque la parola dell’uno contro quella dell’altro. Nel frattempo, la Procura di Roma, oltre ad aver revocato la delega al Noe per le ripetute fughe di notizie dell’inchiesta assegnandola ai carabinieri del nucleo investigativo della Capitale, ha portato avanti la sua istruttoria mettendo sotto inchiesta per traffico di influenze illecite Tiziano Renzi, papà dell’ex premier, e l’imprenditore fiorentino Carlo Russo e ottenendo l’arresto per corruzione di Alfredo Romeo, l’imprenditore campano finito a Regina Coeli il primo marzo scorso per aver versato circa 100mila euro dal 2014 al novembre del 2016 al dirigente Consip Marco Gasparri che in cambio gli avrebbe fornito consigli e suggerimenti sui bandi di gara.

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