Opinioni

Luigi Di Maio e la lobby dei malati di cancro

Dopo l’articolo del Corriere della Sera che illustrava il suo incontro con le lobby, Luigi Di Maio ha sentito il bisogno di difendersi su Facebook con un lunghissimo post: Su Fb Di Maio riporta lo studio realizzato da una società di lobbying italiana sugli ultimi tre anni in Parlamento del Movimento 5 Stelle. “Questo studio scientifico – scrive – sconfessa molti luoghi comuni con cui ci hanno sempre attaccato. Si sono studiati 35.000 proposte del Movimento 5 Stelle ed hanno analizzato il nostro comportamento. Questo lavoro avrebbero dovuto farlo i giornalisti italiani, invece di alimentare dicerie mai verificate su di noi. Ed infatti quando è stato pubblicato, di questi dati ne hanno parlato in pochissimi”. “Ieri sera sono stato volentieri alla loro presentazione dell’elaborato, rispondendo alle curiosità degli intervistatori. Tra i punti salienti ci sono 4 luoghi comuni che vengono clamorosamente sconfessati: 1) non sono quelli del ‘no’ – indica dunque Di Maio – Il Movimento 5 Stelle ha votato, insieme alle altre forze politiche, il 25% dei provvedimenti in discussione in Parlamento. Una forte propensione al dialogo punto su punto”.
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Poi la frase incriminata: «Io non ce l’ho con le lobbies. Esiste la lobby dei petrolieri e quella degli ambientalisti, quella dei malati di cancro e quella degli inceneritori. Il problema è la politica senza spina dorsale, che si presta sempre alle solite logiche dei potentati economici decotti”. Mentre “il rapporto tra portatori d’interessi e politica va regolato per Legge».
Intanto sulla sua pagina facebook  i commenti negativi – una ventina su circa 120 alle 14:30 – non sono mancati ed hanno sottolineato “l’incoerenza” degli attacchi pentastellati alle lobby. A difesa di Di Maio numerosi gli interventi dei militanti che accusano i “critici” di essere “troll piddini”. Comunque sia, Di Maio si trova al centro di una bufera. Massimo G. nel suo commento sottolinea che la società che ha organizzato l’incontro con Di Maio “è la stessa FB Associati che finanzia con 20,000 € la Fondazione Open di Renzi”. Critico anche Salvatore C.: “Tante cose devono cambiare nel movimento, la prima di tutte è ascoltare il territorio. Nel nostro movimento sta prepotentemente prendendo piede la ” sindrome” del marchese del grillo”.  Jonathan S. si rivolge direttamente a Di Maio: “Luigi però tu vai a cena con la trilaterale e ultimamente stai sempre di più frequentando membri della governance mondiale. Non ti sto dando un parere, ma mera e spicciola cronaca”. Usa i toni concilianti di un consiglio Charlina H.: “Senti Luigi, ti adoro, ma non sono scema. Le lobbies vi vogliono vedere perché hanno capito che sarete la nuova forza di governo e vogliono capire come vi possono sfruttare. Il vostro datore di lavoro siamo noi e le lobbies presto vi tireranno per la giacchetta, come è sempre successo. Niente accordi con nessuno”. Emanuele Damiani sottolinea che “l’agenzia di lobbying e advocacing che ha fatto lo studio (ovviamente su commissione, mica gratuitamente per il bene del paese), riporta questo nella descrizione della loro società: “Supporta i clienti nella costruzione di sistemi di relazioni per influenzare le opinioni e le scelte del decisore pubblico”.
EDIT: Di Maio torna sull’argomento su Facebook:
di maio