La macchina del funky

Luigi Di Maio e il 40% dei criminali della Romania

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L’ambasciatore romeno George Gabriel Bologan a La Stampa risponde a Luigi Di Maio, che il 10 aprile su Facebook aveva scritto: «L’Italia ha importato dalla Romania il 40% dei loro criminali. Mentre la Romania sta importando dall’Italia le nostre imprese e i nostri capitali. Che affare questa UE!».
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«È un messaggio che, al di là delle opinioni personali, offende tanti miei concittadini di buona volontà»: in una lettera inviata a La Stampa Bologan insiste sull’importanza delle parole: «Sosteneva John Austin che “pronunciare una frase significa svolgere un’azione che può distruggere o edificare”. E le parole, anche se in un certo contesto, possono offendere senza che questo sia il fine voluto. La comunità romena è ben integrata nel tessuto sociale italiano». L’ambasciatore non vuole entrare nel merito della polemica ma non gli sfugge che a parlare così di un partner Ue è il leader del primo partito d’Italia: «Al di là della dialettica politica interna che non mi riguarda, credo che i messaggi positivi possano dare di più. Il dialogo e la conoscenza aiutano tanto».
La diplomazia mitiga lo sdegno che pure passa attraverso altre fonti consolari che definiscono «grave» quanto scritto da Di Maio. «Grave», non ha timore a definirlo Simona Farcas del’Associazione Futuro Insieme: «È uno sputo, uno scadimento nel populismo peggiore. Sono molto delusa ma sarà un danno per i 5 Stelle. La nostra comunità guardava a questi giovani, dopo quelle frasi non lo farà più». I membri dell’Associazione romeni in Italia, divisi tra Roma e Milano, sono circa 11 mila, su 1,2 milioni di emigrati. Romolus Popescu è il presidente del ramo milanese ed è un cittadino italiano: «Di Maio è un ignorante. È vero che ci sono i delinquenti ma sa quante badanti e infermiere curano i vecchi italiani? Si informi meglio prima di aprire la bocca».