Economia

La grande lotta di Luigi Di Maio ai Tredicine e alla Bolkestein

luigi di maio tredicine

Oggi Luigi Di Maio ha scritto una lettera al Fatto Quotidiano per rispondere ad Anna Maria Bianchi di Carte in regola, che tre giorni fa aveva inviato una lettera al giornale sugli ambulanti. La parte più interessante della lettera è quella finale, nella quale Di Maio afferma che con il bando di piazza Navona “si è ridotta al minimo la presenza dei Tredicine”, e dopo fa sapere che l’applicazione della Bolkestein favorirebbe i Tredicine.

Il bando per il tradizionale mercato di piazza Navona, ha per la prima volta posto dei veri paletti al concentramento che in questa città corrisponde al nome dei Tredicine: non a caso uno dei componenti di questa nota famiglia ha già impugnato il nuovo regolamento approvato in Campidoglio di fronte al Tar. Muovendosi nell’ambito che la legge consente, si è ridotta al minimo la presenza, dando spazio finalmente ad altri operatori.
Ecco, questo è ciò che abbiamo fatto e continueremo a fare, perché ciò che forse sfugge alla dottoressa Bianchi, di cui comunque apprezzo l’attività con l’associazione Carteinregola, è che l’applicazione della Bolkestein, con l’apertura alle società di capitali, comporterebbe un rafforzamento di chi, come i Tredicine a Roma, ha assunto una posizione dominante su questo tipo di mercato, rendendola perfettamente legale. Il risultato è che stringerà i “piccoli”nella morsa tra gli attuali monopolisti e questi nuovi soggetti.

La lotta di Luigi Di Maio ai Tredicine e alla Bolkestein

L’affermazione di Di Maio sui Tredicine a Piazza Navona è interessante e andrebbe verificata. Perché tra i nomi degli assegnatari del bando brillano quelli di Alfiero Tredicine, Dino Tredicine, Elio Tredicine, Tania Donatella Tredicine, Mario Tredicine, Anna Maria Cirulli (moglie di Mario Tredicine), Irene Rina Cirulli (sorella di Anna Maria), Sandro Cirulli, Pierina Maria Franceschelli (moglie di Dino Tredicine). Alfiero è anche zio di Giordano Tredicine, poi arrestato per Mafia Capitale.
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Nella vendita di alberi di Natale, addobbi e presepi, ad esempio, i nomi della famiglia Tredicine sono sono tre su sette. Nella vendita di giocattoli sono sei su otto. 13 sono quelle assegnate loro nella categoria dolciumi. Tre, infine, quelle andate ai Tredicine per la vendita dei palloncini. Insomma, questo è quello che Di Maio intende per ridurre al minimo la presenza di una famiglia che lui stesso, qualche tempo fa, ha collegato a Mafia Capitale.

I Tredicine e la Bolkestein

Ma la parte più interessante della lettera di Di Maio è quella dove il candidato premier sostiene che l’applicazione della Bolkestein, con l’apertura alle società di capitali, comporterebbe un rafforzamento di chi, come i Tredicine a Roma,  ha assunto una posizione dominante su questo tipo di mercato. Infatti questi Tredicine non devono essersi accorti della cosa, visto che il famoso scatto con Dino Tredicine (vicesegretario di un sindacato di ambulanti) che ritraeva Luigi Di Maio era stato fatto durante una manifestazione contro la Bolkestein.
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Dino Tredicine sfoggiava insieme a Luigi Di Maio una maglietta con la scritta “No Bolkestein”. Eppure, sostiene Di Maio, la Bolkestein lo favorisce. Che ci sia qualcuno che non sa quel che fa? Oppure c’è qualcuno che non sa quel che dice?