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Luigi Di Maio scopre che il Rosatellum non è poi così male

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Luigi Di Maio è decisamente euforico e oggi vede il bicchiere mezzo pieno. Cancelleri non è stato eletto Presidente ma il MoVimento 5 Stelle è il primo partito in Sicilia. Senza contare che oggi il candidato Premier del M5S ha pure evitato l’interrogazione in diretta su La 7 a Di Martedì. Insomma c’è davvero di che festeggiare dopo mesi di duro lavoro e di campagna elettorale in giro per la Sicilia (chissà se Di Maio ha rendicontato).

Luigi Di Maio e il M5S che vincerà grazie al Rosatellum Bis

Forse troppo preso dall’entusiasmo Di Maio si è lasciato inavvertitamente sfuggire parole di apprezzamento nei confronti della nuova leggere elettorale. In un post pubblicato oggi su Facebook il leader pentastellato fa il riassunto dei successi di questi giorni e descrive il clima da fine dell’anno scolastico che si respira in Aula alla Camera. Manca poco ormai “le ultime sedute, presto si scioglieranno le camere e torneremo finalmente a votare”.
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Certo, Di Maio non rinuncia a vedere le tante difficoltà e i problemi del voto siciliano, parlando di voti di scambio al momento inesistenti (ma perché non denuncia in Procura?) arrivando addirittura a parlare di “oblio mediatico” sulle elezioni regionali del 5 novembre. In questo clima di allegria e scollamento dalla realtà Di Maio è fiducioso: alle politiche non sarà difficile vincere e raddoppiare i voti come in Sicilia. Perché “i cittadini dovranno barrare il simbolo sulla scheda e basta”.

A Di Maio improvvisamente piace la legge truffa?

A differenza delle politiche del 2013 alle prossime elezioni si andrà a votare con una nuova legge elettorale che prevede una scheda unica. In essa il nome del candidato nel collegio è affiancato dai simboli dei partiti che lo sostengono. Come sappiamo però i 5 Stelle hanno duramente avversato la legge elettorale votata in un clima che i pentastellati hanno definito “dittatoriale”.

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La scheda del Rosatellum Bis e le due possibilità di voto

Appena un mese fa Di Maio esprimeva direttamente al Capo dello Stato la sua preoccupazione sulla nuova legge elettorale. Il resto è storia. Le manifestazioni in piazza Montecitorio contro il voto finale sulla legge elettorale alla Camera. Il comizio davanti al Pantheon il giorno del voto in Senato con Beppe Grillo, Alessandro Di Battista e Di Maio bendati mentre il popolo a 5 Stelle gridava “libertà”. La legge elettorale andava fermata, e i 5 Stelle hanno anche chiesto a Sergio Mattarella di non firmarla.

Durante la discussione alla Camera aveva definito il Rosatellum Bis “una nuova legge truffa“. Insomma c’erano pochi dubbi che a Di Maio questa legge non piacesse; lui ne avrebbe voluta un’altra. Una legge elettorale che “dia possibilità di scelta ai cittadini senza toccare la rappresentatività”. Oggi Di Maio sembra vederla diversamente: «i signorotti dei voti non potranno usare mezzucci come il trascinamento, i nomi sulla scheda scritti in un certo modo per segnarla e renderla riconoscibile a chi controlla il voto, liste piene di rastrellatori di voti e altre schifezze». Grazie a quella che Di Maio il 12 ottobre definì una legge truffa il M5S  potrà arrivare al 40%, “gli rompiamo il giochetto. E andiamo al governo del Paese”.