Sport

L’Uefa permetterà di togliere le bottiglie di birra per motivi religiosi durante le conferenze

La polemica era stata sollevata dopo che Pogba aveva tolto l’Heineken dal tavolo. Potrà invece essere sanzionato chi (come Ronaldo) scanserà altri sponsor per altri motivi

Lo aveva fatto Cristiano Ronaldo con la Coca Cola, poi Pogba con la birra Heineken. Euro 2020 verrà ricordato anche per questo: per i grandi campioni dello sport che scansano gli sponsor in conferenza stampa. E allora, se per la Coca Cola nulla si è potuto fare se non minacciare sanzioni e multe a chi le scanserà, per la birra invece così non è. Anche se -e questo è giusto specificarlo- il gesto di Cr7 era dettato dal desiderio di indicare agli sportivi uno stile di vita sano (senza Coca Cola nell’alimentazione), mentre quella di Pogba era dettato dal rispetto della propria religione.

Ed è per questo che oggi l’Uefa ha deciso una cosa: niente più bottiglie di birra davanti ai giocatori musulmani in conferenza stampa durante gli Europei di calcio. La scelta è arrivata dopo quanto avvenuto proprio con il calciatore francese Paul Pogba. La notizia è stata riportata dal ‘Telegraph’. Le squadre dovranno segnalare preventivamente se i giocatori e i dirigenti che parleranno in conferenza sono contrari ad avere dinnanzi una bottiglia di birra per motivi religiosi: nel caso, allora si provvederà affinché chi prenderà la parola, non sia costretto a farlo davanti alla bevanda alcolica.

Nei giorni scorsi la Uefa aveva avvertito le Federazioni che avrebbe iniziato a multarle qualora ci fossero stati altri episodi come quello accaduto col francese. Ma ovviamente, scrive il ‘Telegraph’, ha voluto in tal modo distinguere chi allontana le bottiglie per motivi religiosi e per chi invece lo fa per motivi legati ad una corretta alimentazione. Quindi da una parte un gesto dettato da motivi più profondi, dall’altro no. Ma -forse- son solo questioni di punti di vista. Almeno per Cristiano Ronaldo, che crediamo veda nell’alimentazione e nel corretto stile di vita una religione. La sua. E quella legata al culto della sua immagine di sportivo e calciatore (forse) più forte al mondo.