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Lucrezia Ricchiuti: la senatrice che spiega perché ha votato sì alla Buona Scuola

Ieri la senatrice del Partito Democratico Lucrezia Ricchiuti ha votato la fiducia al Governo sulla Buona Scuola. La Senatrice ha spiegato in un lungo post su Facebook i motivi della sua scelta. La Senatrici è una di quelle che riteneva che la Buona Scuola fosse tutt’altro che buona e prima di dire perché ha votato sì elenca i motivi per cui la legge, così come l’aveva proposta il Governo non andava per niente bene. Le modifiche intervenute in seguito ai lavori parlamentari e la prospettiva di garantire l’assunzione a centomila precari della scuola hanno però fatto cambiare idea alla Senatrice PD.

blocco scrutini riforma scuola
Riforma della scuola, gli articoli approvati (Corriere della Sera, 17 maggio 2015)

 
LE RAGIONI DEL SÌ SECONDO LUCREZIA RICCHIUTI
Dopo il passaggio alla Camera però il testo di legge ha subito, a detta della Senatrice, delle modifiche tali da renderlo più accettabile, e in sostanza la discussione parlamentare se non ha stravolto il testo del Governo ha in ogni caso eliminato – secondo la Ricchiuti – molti degli aspetti più critici della Riforma. Che in ogni caso non rimane una bella Riforma ma non è una legge sbagliata. Su altri provvedimenti del Governo – come ad esempio il Jobs Act – la Ricchiuti aveva votato contro. Ecco il testo integrale delle “spiegazioni” della Senatrice:

Ve lo dico subito, per evitare polemiche, non sono tipo che si nasconde. Ho votato la fiducia al governo sulla Buona scuola. Ecco perché.
Nel testo del Governo la scuola non era buona per niente. Prevedeva:
a) l’assunzione dei soli vincitori del concorso Profumo e attingeva dalle GAE per il restante 50 per cento;
b) chiudeva le graduatorie, più o meno tutte;
c) vietava i rinnovi per i contratti a tempo determinato che avessero superato i 36 mesi;
d) dava al preside corposi poteri, sganciati dalle funzioni degli organi collegiali e gli dava il potere di proporre incarichi d’insegnamento di 3 anni ai nuovi assunti;
e) prevedeva uno school bonus senza limiti;
f) concedeva una delega molto ampia al governo per riscrivere tutto l’ordinamento scolastico.
Che cosa ha fatto la Camera?
1) ha previsto anche l’assunzione degli idonei del concorso Profumo;
2) ha previsto che gli abilitati (TFA, PAS e SIS) avessero un punteggio aggiuntivo nel prossimo concorso;
3) ha prorogato la possibilità di contratti a tempo determinato per ulteriori 36 mesi;
4) ha ridato centralità agli organi collegiali;
5) ha previsto la valutazione dei dirigenti scolastici;
6) ha ridotto il numero di deleghe.
Mi ero ripromessa – in Senato – di contribuire a uno sforzo di ulteriore miglioramento. Sono stata relatrice in Commissione finanze e ho redatto un parere, che è stato approvato, volto a raccomandare l’apposizione di un tetto allo school bonus. Personalmente, lo concepivo più basso di quanto poi effettivamente è stato, però è stato messo. Inoltre, è stato inserito un meccanismo perequativo, tale per cui le scuole, che ricevono meno della media delle donazioni previste per lo school bonus, attingeranno da un fondo costituito dal 10 per cento delle donazioni stesse. Poiché è molto verosimile che queste scuole saranno le pubbliche, una quota di donazioni alle scuole private va per forza alle pubbliche.
Il Senato ha altresì rimodulato il piano di assunzioni prevedendo di assumere i nuovi insegnanti i tre tranches e probabilmente, all’atto pratico, immettendo in ruolo un numero maggiore di persone. Il Senato ha anche confermato lo svolgimento di un concorso per 60 mila posti (diconsi 60 mila) e tenuto aperte le graduatorie d’istituto di prima fascia.
Inoltre, il potere dei dirigenti di offrire i contratti triennali agli insegnanti neo-assunti sarà esercitato solo a partire dall’anno scolastico 2016-17 (a scanso di equivoci, ricordo che il contratto triennale è cosa diversa dall’assunzione, poiché gli assunti sono a tempo indeterminato e basta, a prescindere dalla destinazione).
E’ una bellissima riforma? No. L’avrei fatta diversamente? Sì, mettendo più risorse certamente, cominciando con il rinnovo dei contratti degli insegnanti. Il lavoro parlamentare però ha sicuramente portato miglioramenti e l’attentato alla libertà d’insegnamento – secodo me – non c’è.
Quando un provvedimento era irrimediabilmente sbagliato mi sono presa la responsabilità di votare contro: è il caso del Jobs Act e della legge elettorale (con cui Renzi rischia di mandare al ballottaggio destre unite e Movimento 5 stelle).
Mi sono presa le rampogne, le minacce e la derisione volgare di certi settori del mio partito. Quindi: non ho paura delle mie idee e della solitudine in cui queste mi hanno tenuta più d’una volta.
In questa, circostanza impegnarmi sul pezzo, studiando i contenuti, penso sia servito. La senatrice la faccio così, non urlo alla luna, cerco di raddrizzare lo storto. Getto la spugna solo quando vedo che non c’è niente da fare. Oggi ci sono in ballo più di 100 mila assunzioni e non c’erano sufficienti ragioni per dire di no.

Cosa scrive però alla fine la Senatrice Dem? Che visto che in ballo ci sono anche centomila assunzioni secondo lei non c’erano ragioni sufficientemente forti per dire di no e affossare la Riforma. Insomma pare quasi che la Senatrice abbia ceduto al “ricattino” di Matteo Renzi come le fa notare qualcuno su Facebook postandole il post di Pippo Civati sui parlamentari PD che prima denunciano il modo di agire del Presidente del Consiglio ma che al momento di votare cedono ai suoi ricatti:
lucrezia ricchiuti commenti civati
 
Altri sono decisamente meno teneri con la Senatrice:
lucrezia ricchiuti commenti
 
E il coro di coloro che dicono “vergogna” va avanti per quasi trecento commenti che vi risparmiamo perché sono più o meno tutti dello stesso tono:
lucrezia ricchiuti commenti 2