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Lucia Gargano: l’avvocata ai domiciliari e il presunto aiuto ai boss

Nuove accuse all’avvocata Gargano. Non solo faceva da “postina” della mala a Rebibbia ma favorì anche la latitanza di un suo cliente. Il ruolo centrale grazie al rapporto con Piscitelli

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Lucia Gargano, l’avvocata finita ai domiciliari venerdì con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa insieme a Salvatore Casamonica, secondo la procura di Roma metteva a disposizione la sua professionalità e i suoi contatti per capire dove andavano le indagini, per far arrivare messaggi, per insegnare come ostacolare l’attività delle forze dell’ordine.

Lucia Gargano: l’avvocata ai domiciliari e il presunto aiuto ai boss

Maria Elena Vincenzi racconta oggi su Repubblica Roma racconta cosa accadde il 7 novembre 2018. Qualche giorno prima 42 persone erano state arrestate per l’operazione “Maverick”, Gargano allora chiama Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, il capo ultrà della Lazio ucciso l’estate scorsa al parco degli Acquedotti, e gli dice di avere l’informativa con le «intercettazioni integrali» e che «c’è qualcosa in più» ma che «le frasi importanti sono quelle». Diabolik, però, insiste «Ci devi dare un’occhiata o la devi ancora leggere? Te fa….quello che spetta a noi o ti guardi un po’ tutto…va bè ti guardi tutto». L’avvocata risponde: «Sì, mi devo guarda’ tutto se c’è qualcosa». E, dopo avere letto gli atti, capisce che sia lei, sia Piscitelli sono nel mirino e ne parla con un amico: «Mo’ riarresteranno pure il mio povero Diabolik… Secondo te mi arrestano? Sicuramente mi indagano».

La donna a novembre 2018 sfrutta la breve evasione di un suo assistito, Fabrizio Lori, ai domiciliari in un centro di solidarietà a Spoleto, per dargli un telefono che, come lui stesso dice, gli serve per «fare impicci». Questo, scrive il gip Corrado Cappiello, le dà «documentazione da consegnare a terze persone, tra cui Mimosa Zogu, sorella di Arben (detto Ricky)», esponente di spicco del clan degli “albanesi” e in affari con il Diablo.

Il profilo Piccola Lux e i dialoghi con i parenti dei boss

Federica Angeli invece racconta le interazioni con personaggi della mala di Ostia:

La moglie di Roberto Spada, Elisabetta Ascani, condivide i suoi post fino al marzo del 2019, quando appunto le intercettazioni della guardia di finanza avevano già provato come Gargano si era prestata ad aiutare Carmine Spada, entrando così nel cerchio degli amici del clan. Era il 19 giugno 2018 quando durante un colloquio telefonico con Spada, già detenuto per mafia, «obbedendo alla esplicita richiesta di Romoletto scrive il gip — lasciava la cornetta in favore della sua convivente Emanuela Leone, consentendo un colloquio non autorizzato».

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Le foto di Lucia Gargano (Il Messaggero, 15 febbraio 2020)

La sua macchina, una 500 nera, è parcheggiata all’interno del cortile. Sul cruscotto s’intravedono alcuni peluche, un topolino e un Puffo, bianco e azzurro come la sua irriducibile fede calcistica. In tutta la strada c’è una sola attività, il ristorante “L’Abbruzzese”, da 31 anni punto di riferimento della zona. Il titolare, Manolo, assicura di non aver mai visto la penalista. «Sembra quasi che avesse scelto di stare qui per nascondersi», riflette.

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