Rassegna Stampa

Zan è ottimista per l’approvazione del suo ddl, ma la Lega prepara il tranello

Il deputato, primo firmatario del disegno di legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo, ha spiegato il cambiamento di approccio da parte del Carroccio. Ma, forse, il suo ottimismo è eccessivo

Alessandro Zan

Inviti a bere caffè e a tavole rotonde per discutere della legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo – magari pasteggiando – e aperture al dialogo. C’è una Lega che appare e fa capire di avere posizioni rigide, ma non troppo, e ce n’è una che – in realtà – sta tramando per affossare il ddl firmato da Alessandro Zan con un testo alternativo in cui scomparirebbe il termine “gender”. Quel che potrebbe accadere già da domani in Commissione Giustizia al Senato è la cartina di tornasole dell’atteggiamento di Salvini e dei suoi esponenti sul disegno di legge che inasprisce le pene per chi si macchia di reati nei confronti di persone omosessuali, transessuali (e non solo). Il deputato del PD, primo firmatario, si è detto ottimista. Ma, forse, la vicenda potrebbe avere dei risvolti non positivi per il normale deflusso parlamentare del provvedimento.

Alessandro Zan si dice ottimista per le aperture della Lega

Nella sua intervista rilasciata al quotidiano il Messaggero, Alessandro Zan ha ringraziato Fedez per essersi esposto – anche (e non solo) dal palco del concerto del Primo Maggio -, sottolineando come i suoi interventi siano riusciti a coinvolgere un numero molto più alto di persone sul tema dell’odio omotransfobico e misogino. E quanto accaduto nei giorni scorsi, secondo il deputato del PD, ha fatto capire anche molte cose agli esponenti del Carroccio.

“Forse Salvini ha capito che anche un certo elettorato della Lega non vive su Marte e non può accettare che ci siano certe discriminazioni”.

Un’apertura, secondo Zan, con l’invito di Andrea Ostellari – il leghista a capo della Commissione Giustizia a Palazzo Madama – a “bere un caffè” con lui per parlare, in serenità, del testo già approvato alla Camera il 4 novembre scorso. Forse, però, l’ottimismo del deputato del Partito Democratico è eccessivo viste le trame leghiste anticipate dal quotidiano La Repubblica che scrive:

La Lega presenterà un proprio disegno di legge che contrasta il ddl Zan. Al primo articolo prevede l’inasprimento delle pene per coloro che rechino offesa a persone per origine etnica, orientamento sessuale, disabilità, in generale a chi è più vulnerabile. E’ ancora in bozza, potrebbero essere introdotte le offese agli anziani, di certo non si parla di “gender”. Lo annuncia il presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, il leghista Andrea Ostellari che si è auto proclamato relatore del ddl Zan e altri.

Insomma, il caffè offerto da Ostellari è sicuramente amaro. Il piano della Lega non sembra essere quello del dialogo costruttivo su un impianto già approvato a Montecitorio a novembre. Piuttosto, come spiega la Repubblica, si tratterebbe dell’ennesimo tentativo di rimandare l’approvazione e l’invio in Aula per l’approvazione in seconda lettura. Infatti, quel testo del ddl redatto dalla Lega, dovrebbe essere discusso addirittura prima del ddl Zan. Il diavolo fa le pentole e la Lega i coperchi.