Opinioni

L'orgoglio di Riccardo Nuti

Riccardo Nuti rompe il silenzio: il deputato di Palermo indagato per le firme false alle comunali del 2012 ha usato la sua pagina Facebook per difendersi dalle tante accuse mossegli in questi giorni anche da molti militanti ed attivisti della sua città. Nuti, che si è rifiutato di rispondere alle domande del magistrato e di fornire un saggio grafico durante l’interrogatorio di qualche giorno fa, nella sua dichiarazione ha tirato fuori l’orgoglio e poco altro. Si dice estraneo, ma non spiega in alcun modo quale sia la sua versione dei fatti del 3-4 aprile 2012 nella sede M5S di via Sampolo e come sia andata la questione delle firme false. E la decisione, se dal punto di vista processuale è spiegabile, da quello politico lo è molto, molto meno. «Presto si capirà il motivo del mio silenzio», promette però Nuti.

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Riccardo Nuti su Facebook a proposito delle firme false di Palermo

Sono sempre il Riccardo Nuti che a Palermo ha lottato contro un intero sistema di potere, di mafia bianca e nera.
Proprio quell’impegno, senza gloria e arricchimento, mi ha consentito di rappresentare una comunità e una speranza alla Camera dei Deputati. Da parlamentare ho proseguito la battaglia: senza risparmiarmi, esponendomi e facendomi nuovi nemici. Stessa battaglia che ho tentato di portare avanti per le prossime comunali.
Oggi questa storia delle firme è come un contrappeso.
La mia difesa nel procedimento penale, mio diritto e dovere, proverà che sono estraneo ai fatti.
Per il momento accetto in silenzio (presto se ne capirà il motivo) e con fatica quotidiana la gogna e gli insulti compiaciuti che mi piovono da settimane, convinto che le indagini della magistratura confermino la mia coerenza, il mio rigore morale e la mia affidabilità di uomo e politico.
Allora sarò lo stesso Riccardo Nuti di sempre, quello che non abbassa mai la testa.

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Nei commenti c’è chi ricorda anche la mancata autosospensione chiesta dai vertici agli indagati e conclude: «Io te lo auguro… ma avvalersi della facoltà di non rispondere è un qualcosa che non mi sarei mai aspettato da te. Dici bene, c’è tutto un sistema contro, e proprio per questo non sono accettabili giochini di sorta. L’autosospensione? Perché anche lì tergiversare… non rispondere. No, a prescindere da come vada (e io mi auguro profondamente che sia accertata la tua estraneità ai fatti) hai sbagliato, troppo. Io questi atteggiamenti non li difendero’ mai. Mi hai deluso».