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Lopalco contro Zangrillo: “Credo che certe frasi avessero anche finalità strumentali”

«E’ il grosso problema dei medici, a cui manca un approccio scientifico: la realtà è solo quello che vedono loro» spiega Pierluigi Lopalco in un’intervista a La Stampa

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“La nostra regione sta dando una bella prova. Siamo ancora in una situazione di circolazione virale che possiamo considerare modesta. Insistiamo moltissimo perché tutti i cittadini facciano la propria parte, noi come sanità pubblica stiamo facendo la nostra” aveva spiegato l’epidemiologo Pierluigi Lopalco, poco dopo essere stato eletto consigliere regionale e prossimo assessore alla Sanità della Regione Puglia. Lopalco ha precisato che si tratta di un “momento delicato, quella della riapertura delle scuole” e “abbiamo in agenda un paio di riunioni importanti”. “Abbiamo avuto incontri frequenti – ha continuato – con i colleghi pediatri che avranno un ruolo chiave per rassicurare i genitori e i dirigenti scolastici nel caso, come tutti quanti ci aspettiamo, potrà capitare qualche caso di febbre o purtroppo anche di infezione da Coronavirus nelle scuole. Siamo preparati per fare questo”. “Devo ringraziare i miei concittadini pugliesi – ha concluso – per me è una emozione particolare, non mi ero mai sottoposto al vaglio di un voto”. Oggi Lopalco in un’intervista a La Stampa dice anche qualcos’altro. Su Zangrillo ad esempio:

Come smaltirà le liste di attesa nella sanità pubblica?
«Abbiamo i tetti di spesa per la sanità privata pugliese e spendiamo 250 milioni l’anno per chi va a farsi curare in altre regioni, anche dai privati. Ragioniamo, senza pregiudizi ideologici. Tutti vorremmo che il pubblico facesse tutto, ma poi c’è la realtà. Lo dico da uomo di sinistra».

I suoi colleghi scienziati si sono complimentati?
«Sì, il beep di prima era il messaggio affettuoso di Burioni».

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Lei sta con Galli o Zangrillo?
«Non c’è partita. Zangrillo non è un esperto e credo che certe frasi avessero anche finalità strumentali».

Dice che lui il Covid l’ha visto davvero, in ospedale.
«E’ il grosso problema dei medici, a cui manca un approccio scientifico: la realtà è solo quello che vedono loro».

E Galli?
«E’ Maradona. Anzi no, ancora meglio: Pelè»

Ma guardi che Maradona è meglio di Pelè, dicono a Napoli.
«Ah sì?»

 

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