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La consegna della valigia "con i soldi" al Barone e la "terza Lega": cosa c'è nella nuova puntata di Lobby Nera | VIDEO

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Non solo Fratelli d’Italia: nella seconda puntata dell’inchiesta di Fanpage sul mondo della destra Lobby Nera compare Borghezio e viene nominata la “Terza Lega”. E dal Carroccio arrivano immediatamente le prime reazioni.

La consegna della valigia “con i soldi” al Barone e la “terza Lega”: cosa c’è nella nuova puntata di Lobby Nera | VIDEO

Quali sono i legami che connettono Roberto Jonghi Lavarini, detto il ‘Barone nero’, con il movimento di Lealtà Azione? E cosa c’entra la Lega? Di questo parla  la seconda puntata di Fanpage sulla “lobby nera”, andata in onda nonostante la diffida annunciata ieri dai legali di Carlo Fidanza, l’europarlamentare di Fratelli d’Italia autosospeso protagonista della prima parte della video inchiesta e che è attualmente indagato dalla Procura di Milano per  finanziamento illecito e riciclaggio. Come Fidanza anche il Barone che proprio nel video si vede consegnare una valigetta che lui crede piena di soldi ma che in realtà contiene solo libri sull’Olocausto e la Costituzione. Ma la novità è il collegamento tra Jonghi Lavarini e alcuni esponenti del Carroccio. Il giornalista di Fanpage infiltratosi come imprenditore incontra insieme al Barone l’ex eurodeputato leghista Mario Borghezio. Vengono esplorati i legami tra Lega e destra estrema. Spiega Paolo Berizzi su Repubblica:

quello che è stato definito “fascioleghismo”, ovvero la contiguità e la condivisione tra alcuni pezzi del partito di Matteo Salvini e gruppi neofascisti o di ispirazione neonazista. E’ il caso per esempio di Lealtà Azione. A “guidare” l’infiltrato di Fanpage è sempre Lavarini. Il quale presenta quelli che considera suoi interlocutori politici privilegiati. Oltre al già citato Fidanza, ci sono tre nomi noti della Lega: l’eurodeputato Angelo Ciocca, l’ex collega a Strasburgo Mario Borghezio, e Massimiliano Bastoni, consigliere regionale lombardo.

Secondo quanto racconta Fanpage c’è una “strategia per formare una corrente di estrema destra nella Lega”. Nel video, durante un appuntamento in cui sono presenti anche militanti di Lealtà Azione e il consigliere regionale leghista Massimiliano Bastoni, Borghezio parla di “terza Lega della terza posizione”.  Ma viene anche nominato Angelo Ciocca. All’eurodeputato della Lega noto per alcuni numeri come quello di aver tirato una scarpa secondo un uomo dal volto censurato definito un “ex militare” Jonghi Lavarini avrebbe portato “almeno 5mila preferenze”. Il Barone aveva molto a cuore Ciocca tanto da dire “Lo vogliamo per il dopo-Salvini. Ma deve tenere un ruolo moderato”. Spiega La Stampa che lo stesso Ciocca non si nega al giornalista infiltrato.

«Se possiamo essere d’aiuto – gli dice, pensando di avere davanti l’intermerdiario di una ricca multinazionale della finanza- lo facciamo volentieri». E già si lecca i baffi. Tra l’altro, un incontro è in un ristorante senza insegne («È di un avvocato della ’ndrangheta») e un altro nella sede della Regione Lombardia, nello studio della vicepresidente del Consiglio regionale, Francesca Attilia Brianza. Il solito Jonghi Lavarini: «Ce l’ha messa lui, quindi…».

Infine tra gli esponenti della Lega definiti vicini agli ambienti di  Lealtà Azione c’è anche la neoconsigliera comunale milanese Silvia Sardone. Dopo la messa in onda della seconda puntata de La lobby nera a sopresa il leghista Angelo Ciocca ha telefonato in trasmissione:

L’europarlamentare del Carroccio chiamato in causa ha spiegato di essere pronto a denunciare il Barone Nero: “Domani mattina (oggi ndr) denuncerò Jonghi Lavarini, qualora realmente ha commesso un illecito usando il mio nome. A denuncia in mano, se mi invita, sarò da voi”. E mentre Ciocca ha chiamato in diretta Borghezio si è difeso spiegando a Adnkronos che “Con l’estrema destra di Milano non ho contatti, conosco Jonghi Lavarini da tempo, l’ho incontrato a Milano, durante la campagna elettorale, e mi ha solo dato un passaggio”. E riguardo alla “terza Lega” della video inchiesta, con un riferimento che sembra all’estrema destra dice: “É tutta una invenzione di Fanpage, sì, io ho parlato di terza Lega, ma non c’entra nulla con l’estrema destra, per me la terza Lega è la base, i militanti, a loro mi riferivo”. Poi Borghezio punta il dito contro la testata che ha realizzato il servizio video: “È molto grave che una testata faccia fare l’agente provocatore a un giornalista”.