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Lo stop di Medici Senza Frontiere ai salvataggi in mare

medici senza frontiere

Medici Senza Frontiere annuncia lo stop ai salvataggi in mare, Save the Children ci sta pensando. A spingere le due ong verso lo stop delle missioni non è il codice Minniti, ma le ripetute minacce che arrivano dalla Libia e in particolare dalla sua Guardia costiera. La situazione della sicurezza nelle acque davanti a Sabratha, Zuwara e Zawiyah è fuori controllo, come dimostrano i colpi di avvertimento sparati qualche giorno fa, da una motovedetta libica contro la nave spagnola Proactive open Arms. ®Allontanatevi, se ritornerete vi considereremo un bersaglio”, è stato l’altolà intimato alla nave. E la situazione non è migliorata con la decisione della Marina libica di istituire una zona interdetta a tutte le navi delle ong, molto più estesa delle acque territoriali libiche (97miglia). Intanto continuano le indagini della procura di Trapani e salgono a quattro gli indagati nell’inchiesta su ong e soccorsi che ha coinvolto la nave Juventa della ong tedesca Jugend Rettet, tuttora ormeggiata a Trapani.

ong canale di sicilia
La mappa delle ONG nel canale di Sicilia

Oltre al prete eritreo, don Mussie Zerai, sono stati iscritti nel registro degli indagati i due comandanti di Iuventa e un membro dell’equipaggio. Per tutti l’accusa è quella di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Notizie che di certo non placano le polemiche rinfocolate da Laura Boldrini che in una lettera a Repubblica contesta il clima di sospetti e di veleni che si sta alimentando nei confronti delle ong. “Non si spara sulla Croce rossa, non si colpiscono i soccorritori che intervengono in situazioni di pericolo”, denuncia la presidente della Camera sommersa dalle critiche della destra.  Msf è l’unica ong a non aver firmato il codice Minniti con le tedesche Sea Watch e Jugend Rettet. Venerdì le autorità libiche hanno dichiarato di aver istituito una zona di ricerca e soccorso e limitato l’accesso della navi umanitarie nelle acque internazionali e al largo della Libia. E a questo sono seguite le minacciose dichiarazioni di Haftar, governatore della Cirenaica, pronto a considerare ogni sconfinamento nelle acque libiche, alla stregua di un’invasione. Troppi rischi per l’organizzazione benefica dei medici, che pure è abituata a operare in zone di guerra in tutto il mondo. Non ci sono le condizioni, almeno per ora, per continuare i salvataggi. E la colpa è anche dell’Europa. Questo l’atto di accusa di Msf. “Gli Stati europei e le autorità libiche stanno attuando congiuntamente un blocco alla possibilità delle persone di cercare sicurezza: è un attacco inaccettabile alla vita e alla dignità delle persone”, spiega Loris De Filippi, presidente della ong. ®C’è un ambiente sempre più ostile, non possiamo mettere in pericolo i nostri colleghi, ma ci saranno più morti in mare e più persone intrappolate in Libia”