Economia

Come l'Italia vuole diventare un paese per ricchi

resident but not domicilied italia - 1

Il Governo ha intenzione di sfruttare le conseguenze di un’eventuale fuga dei ricconi da Londra in seguito alla Brexit e all’uscita del Regno Unito dal mercato unico europeo, per questo nella Legge di Stabilità 2017 è allo studio un provvedimento per attirare in Italia i ricconi residenti all’estero con un regime di tassazione agevolato. Ne danno notizia oggi sul Sole 24 Ore Carmine Fotina e Marco Mobili che spiegano che a Palazzo Chigi è allo studio una misura che consenta di rendere “appetibile” il nostro Paese ai magnati stranieri.
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L’idea geniale per farci diventare tutti più ricchi

Il provvedimento non è ancora stato inserito all’interno della manovra (è necessario attendere il parere dei tecnici) ma dovrebbe funzionare allo stesso modo in cui ora funziona ora la norma che ha consentito a Londra di conquistare tanti ricchi residenti famosi. Si tratta del regime chiamato “resident but not domiciled” (residente ma non domiciliato) in base al quale, contrariamente a quanto accade ora nell’ordinamento tributario italiano dove il residente è tassato in base alle leggi italiane su tutti i redditi anche quelli percepiti all’estero, per miliardari che trasferiranno la residenza in Italia (mantenendo il domicilio nel paese di provenienza) sarà possibile pagare le tasse solo sui redditi percepiti nel nostro Paese mentre sui beni posseduti e sui redditi guadagnati all’estero il nuovo contribuente potrà continuare a pagare le tasse in base alle regole e alle tassazioni vigenti oltreconfine almeno fino a quando non trasferiranno i proventi su un conto italiano. Naturalmente i proventi conseguiti all’estero possono tornare, ed è così che funziona per i super ricchi tramite conti offshore o altri trucchi contabili. Un principio che pare essere in grado di rendere l’Italia un paese “interessante” per i miliardari stranieri e che consentirà loro di bypassare le aliquote sui maxiredditi in vigore nel nostro Paese. Non si tratta in realtà di una vera e propria novità, già luglio Bloomberg riferiva di un piano del Governo Renzi per rendere il nostro paese più attrattivo nei confronti. All’epoca il sottosegretario per le politiche economiche della Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini annunciava che era allo studio un pacchetto di riforme per attirare i paperoni stranieri “simile allo stato dei residenti non domiciliati del Regno Unito”.
 

L’Italia vuole diventare un paradiso fiscale?

Curiosamente è proprio questo sistema di tassazione particolare, che rende esenti i proventi di attività all’estero ad essere stato la causa di una serie di scandali e provvedimenti da parte dell’Agenzia delle Entrante nei confronti di nostri concittadini “paperoni” che hanno tentato di sfuggire al fisco italiano spostando la residenza a Londra dove vige il regime fiscale che agevola i residenti non domiciliati. È il caso ad esempio di Tiziano Ferro e Valentino Rossi entrambi formalmente residenti a Londra (ma anche per il caso di Marco Melandri) nei confronti dei quali il fisco italiano in seguito ad accertamenti aprì un procedimento per evasione fiscale. Per l’Agenzia delle Entrate sia il cantante che il campione di motociclismo avevano spostato la residenza a Londra al fine di eludere il fisco.
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È ironico che ora l’Italia si appresti a diventare ciò che ha spesso cercato di combattere e contrastare. Non possiamo infatti nasconderci che negli anni questo particolare regime fiscale inglese ha attirato molte critiche riguardanti il fatto che Londra era di fatto una sorta di paradiso fiscale dove grazie a società di comodo gli imprenditori e i magnati di mezzo mondo potevano nascondere i loro guadagni sfruttando una tassazione molto più clemente. Critiche provenienti dai paesi stranieri ma anche dall’interno, ad esempio dal Labour che l’anno scorso aveva avanzato una proposta per porre fine al regime dei “no dom” in nome di una tassazione più equa e giusta. Il motivo per cui molti super ricchi scelgono Londra come residenza è proprio questo, la possibilità di scegliere di eludere le tasse, c’è da chiedersi se il nostro Paese ha davvero bisogno (per rilanciare l’economia o molto più probabilmente solo per alzare il mero calcolo del reddito medio dei suoi abitanti) abbia davvero bisogno di questo di questo genere di misure poco trasparenti e pulite.