Opinioni

L'intervista in ginocchio di Giletti a Renzi

Con le elezioni regionali che si avvicinano il presidente del Consiglio Matteo Renzi non poteva proprio risparmiarsi un’intervista condotta da Massimo Giletti a L’Arena su Raiuno. Nel momento di massimo ascolto domenicale Renzi ha sostenuto (si fa per dire) il dibattito con il giornalista in modo piuttosto agevole, in ciò aiutato da un interlocutore che non è sembrato esattamente un mastino. Tanto che il momento di maggiore imbarazzo per il premier è stato quando Giletti ha tirato fuori la maglia della Juventus per una domanda sui bianconeri in finale di Champions League.

Foto da Twitter
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Renzi ha scelto il palcoscenico dell’Arena – con molti pensionati che guardano la tv alla domenica pomeriggio – per annunciare prima che «nessun pensionato perderà un centesimo» (cosa che non era in effetti in discussione, visto che la sentenza della Consulta parlava di maggiori emolumenti derivanti dalla perequazione che i pensionati avrebbero dovuto percepire), e poi annunciando una misura di rimborso: «Noi scriveremo una nuova norma rispetto al blocco dell’indicizzazione che restituirà in tasca a 4 milioni di italiani il 1° agosto 500 euro a testa». L’annuncio arriva non a caso poco prima delle regionali – così come gli 80 euro vennero annunciati prima del primo mese di riscossione ma in tempo per le elezioni europee – e impegnerà il cosiddetto tesoretto, ovvero la cifra che all’inizio veniva chiamata tesoretto ed era fondamentalmente una spesa a maggior deficit. Quei soldi ora andranno ad alcuni dei cittadini in favore dei quali la Corte ha sentenziato. Lo stesso Renzi ha però detto in trasmissione che in realtà l’esborso totale sarebbe dovuto arrivare a 18 miliardi di euro, se si fossero soddisfatte le richieste di tutti gli aventi diritto. Ma far notare la contraddizione tra l’affermazione di partenza – «nessun pensionato perderà un centesimo» – e la realtà costituita dalla differenza tra l’esborso necessario e quello previsto dal governo non è venuto in mente a Giletti. Giletti ha poi scelto gli “interventi audio” nell’intervista con estrema cura. Ha deciso di riprendere uno spezzone di un’intervista di Carlo Verdone in cui l’attore e regista dice di stare con Renzi e biasima chi gli fa la guerra nel suo stesso partito, e poi uno sketch di Luciana Littizzetto nel quale si scherzava sull’eccessivo attivismo del premier. Un momento apprezzabile è arrivato quando Giletti ha ricordato le critiche di Roberto Saviano. «Mi hanno colpito le critiche di Roberto Saviano su alcune liste collegate ai candidati in Campania e Puglia, io lo stimo molto”, ha risposto Renzi. “Molte delle cose che Saviano aveva chiesto al nuovo presidente del Consiglio, in un articolo molto bello che aveva scritto, come l’autoricilaggio, il falso in bilancio, pene piu’ severe contro la corruzione: noi le stiamo facendo. Poi forse ha ragione a dire che non si parla a sufficienza della criminalità. Io non mi preoccupo di Matteo Salvini ma di Matteo Messina Denaro e chiedo continuamente all’Intelligence la situazione dei latitanti, è un’angoscia vera»