Economia

L'INPS svela le pensioni future: ecco per chi può ridursi l'assegno

Dopo tre sperimentazioni, l’Inps ha deciso di rendere possibile sul proprio sito la simulazione di quanto si percepirà di pensione. Si potrà fare dalprimo maggio. E si procederà per tappe. A maggio, si partirà con i possessori di pin che hanno meno di 40 anni, a giugno con gli under 50 e a luglio con gli altri. Solo a fine 2016 il simulatore sarà accessibile da tutti gli iscritti Inps, circa 23 milioni e mezzo di lavoratori. Il Corriere della Sera pubblica una schermata che spiega come sarà online, sul sito dell’INPS, la schermata che offrirà una simulazione di quanto si percepirà di pensione:

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Pensioni, la simulazione di quanto si avrà dal sito dell’INPS

Luca Cifoni sul Messaggero di oggi spiega che per i cittadini coinvolti l’esito potrebbe non essere piacevole:

Già nell’ambito della fase sperimentale (che deve ancora concludersi) oltre il 40 per cento dei partecipanti che poi hanno risposto al questionario ha segnalato di aver trovato un importo più basso – anche di molto – di quello che si attendeva; quasi la metà ha riscontrato un valore più o meno uguale a quello atteso e solo poco più del 10 per cento ha avuto una sorpresa positiva. Naturalmente le indicazioni finali dipendono in modo rilevante dalle informazioni alla base del calcolo: alcune sono in possesso dell’Inps, come il numero di anni di contribuzione e le regole previdenziali applicate all’età anagrafica dell’interessato, altre sono assunte come ipotesi di scenario (l’evoluzione dell’economia del Paese e delle retribuzioni individuali) altre ancora dipendono dalle scelte concrete dei lavoratori: l’ulteriore tempo di attività lavorativa, gli eventuali periodi da riscattare e così via.

L’operazione verità coinvolgerà da qui al 2016 23 milioni di lavoratori iscritti:

Così può capitare che un lavoratorenato nel 1951 con la maggior parte dei versamenti alla gestione dei commercianti, e un certo numero di “buchi” contributivi si ritrovi con un tasso di sostituzione intorno al 52 per cento pur con 2102 settimane di versamenti, ovvero oltre 40 anni: la pensione stimata tra il 2017 e il 2018 (espressa però in euro di oggi) è di circa 1.350 euro mensili lordi. Invece una lavoratrice relativamente giovane, nata nel 1978 (che quindi si ritroverà l’intera pensione calcolata con il sistema contributivo) se ha iniziato un rapporto di lavoro dipendente nel 2003, potrà contare nel 2048, alle soglie dei 70 anni, su un assegno pari a quasi l’83 per cento dell’ultima retribuzione. Qualora invece decida di smettere nel 2025, e attendere senza lavorare la data dell’effettivo accesso alla pensione, vedrà il tasso di sostituzione scendere poco al di sotto del 59 per cento: non di tantissimo tutto sommato, grazie alla rivalutazione assicurata dal contributivo coniugato con le più stringenti regole di uscita.

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