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L'inchiesta sulle nomine di Virginia Raggi

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Una nuova inchiesta sul Campidoglio, che si affianca a quella su Paola Muraro, è stata avviata dalla procura di Roma dopo la trasmissione delle delibere dell’ANAC e dell’esposto di Carla Romana Raineri da cui tutto è partito. L’ipotesi di reato sarebbe abuso d’ufficio e presto a piazzale Clodio potrebbe essere sentita la stessa sindaca.

L’inchiesta sulle nomine di Virginia Raggi

Nel mirino della procura, tra gli altri, c’è la nomina di Salvatore Romeo, il dipendente comunale che ha ottenuto un incarico dirigenziale con triplicazione dello stipendio (poi ridotta da 90mila a 70mila euro). Sulle nomine la Raggi aveva chiesto il parere dell’Anticorruzione e lo aveva utilizzato per chiedere alla Raineri un taglio di stipendio o un passo indietro, ottenendo alla fine le dimissioni dell’ex capo di gabinetto (il posto è ancora vacante). Fiorenza Sarzanini sul Corriere racconta che «Cantone rilevò questioni di «illegittimità» evidenziando come il Tuel (testo unico enti locali) rimandi a un regolamento che il Campidoglio non ha e soprattutto sottolinei i problemi legati alla quantificazione degli emolumenti. Proprio di questo si sta occupando il pubblico ministero Francesco Dall’Olio. Secondo la legge l’abuso d’ufficio scatta quando una nomina viene effettuata per far percepire all’interessato un ingiusto profitto e dunque bisognerà stabilire se la procedura abbia rispettato questa regola o se invece i due abbiano ottenuto più del dovuto. Nel fascicolo è finito anche l’esposto presentato dall’ex capo di gabinetto Carla Raineri, dimissionaria dopo appena tre mesi».

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Carla Raineri con Virginia Raggi

Il parere di Anac è stato acquisito agli atti del fascicolo, per ora senza indagati: a far scattare la necessità di ulteriori verifiche,il fatto che sebbene ci fosse la concreta possibilità di spostarlo da un incarico all’altro, Romeo sia stato messo in aspettativa dal suo lavoro presso il Comune (prendeva 37mila euro) per poi essere riassunto a tempo determinato con una cifra ritoccata a quasi 100mila euro.

Il caso di Laura Benente

Il Messaggero inoltre ricorda che tra le nomine sotto accusa l’incarico all’attuale capo del personale Raffaele Marra che si sarebbe spinto a minacciare Laura Benente, che l’ha preceduto nell’incarico. Ad agosto, l’allora vicecapo di gabinetto avrebbe preteso che la Benente gli desse l’ok per un master a Bruxelles pagato dall’amministrazione. E alle rimostranze di lei sarebbe esploso con accuse gravi: «Mi farò dare gli atti che ha firmato e troverò qualcosa per denunciarla» avrebbe detto (a lei e non alla sua superiore Carla Raineri). Nell’inchiesta è entrato anche l’esposto di Fratelli d’Italia (consultabile qui) in cui si contestavano le nomine di Daniela Raineri, Raffaele Marra e Salvatore Romeo. L’esposto aveva portato all’apertura di un fascicolo: nella denuncia si sosteneva che «l’amministrazione capitolina, nella deliberazione 14/2016», sarebbe «incorsa nel vizio di legittimità in violazione» di alcune decreti legislativi e del «Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e servizi dell’Ente». Nei pareri le posizioni erano diversificate. In quello di Police si spiegava che l’interpretazione letterale dell’articolo 90 comma 1 TUEL è ostativa ad un’assunzione come quella di Romeo.

 Il secondo parere, quello dell’Anac, risponde ad un quesito che sembra coniato ad hoc per salvare Romeo, sulla base di un regolamento del Comune di Firenze citato come precedente di una procedura analoga. Ma Cantone, pur in termini molto difficili da decifrare e quasi elusivi, afferma la «necessità» di un«regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi» per consentire l’applicazione dell’articolo 90 del Tuel all’assunzione di personale già dipendente dal Comune tra i collaboratori dello staff del sindaco. E, visto che Roma Capitale quella norma non ce l’ha, se ne deduce che la nomina di Romeo come fosse un esterno dall’amministrazione è illegittima.

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Gli stipendi dello staff della Giunta Raggi (Il Messaggero, 17 agosto 2016)

La Raggi pubblicò il parere ANAC sulla Raineri poche ore dopo l’arrivo, mentre non protocollò nemmeno quello su Romeo.

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