Opinioni

L'incendio nella coop «Un Sorriso» coinvolta in Mafia Capitale

È la terza volta in pochi mesi. La sede a viale Castrense dell’ex cooperativa sociale «Un sorriso», coinvolta l’anno scorso negli scontri fra immigrati e residenti a Tor Sapienza e qualche mese più tardi nella seconda tranche delle indagini su Mafia Capitale, va di nuovo a fuoco e stavolta le fiamme provocano anche il crollo del tetto e il ferimento di un pompiere. Non una novità, appunto: ce n’erano stati altri due, entrambi a giugno. Roghi per i quali l’ipotesi dolo era stata avanzata con decisione, come è accaduto anche per quest’ultimo incendio: non si esclude che le fiamme, divampate alle 9 e talmente violente da avvolgere in pochi istanti tutto il complesso di 700 metri quadrati, siano state appiccate da qualcuno. Le foto di Romafaschifo sull’incendio nella coop “Un Sorriso” coinvolta in Mafia Capitale:


L’INCENDIO NELLA COOP «UN SORRISO» COINVOLTA IN MAFIA CAPITALE
L’edificio era stato sequestrato dalla polizia, su ordine della Procura, il 18 giugno scorso subito dopo il primo incendio. Allora erano stati portati via tutti i faldoni con i documenti contabili della coop — che da tempo aveva già cambiato sede —, ma dieci giorni dopo il fuoco era ricomparso nella struttura (un’ex scuola tessile, poi di proprietà comunale, infine dormitorio abusivo per clochard e rifugiati) per distruggere in quell’occasione l’ex centro d’accoglienza «Il Ponte» e la coop «Atlante». Racconta Rinaldo Frignani sul Corriere della Sera:

Adesso il terzo episodio, questa volta devastante. Solo coincidenze? Gli investigatori del commissariato San Giovanni, diretti da Massimo Improta, hanno inviato in Procura una relazione sull’incendio. Nel complesso si trovano anche alcuni uffici municipali. Ma non si escludono adesso nuovi accertamenti proprio sulla storia della coop, diretta da Gabriella Errico, che mesi fa raccontò di essere stata minacciata per aver protetto il centro di Tor Sapienza, ma — intercettata dagli inquirenti con Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati nel Mondo di Mezzo — è stata poi indagata per concorso in turbativa d’asta.

Ad andare in cenere arredi, letti, materassi e mobili. Sul posto diverse volanti della polizia e i vigili urbani che hanno chiuso il tratto di strada fino al termine delle operazioni di spegnimento. Ancora da accertare le cause del violento incendio, ma non si esclude che si sia trattato di un rogo doloso. Sulla vicenda sono in corso indagini del commissariato San Giovanni. In attesa di una nuova ispezione, in programma oggi, gli investigatori non escludono nessuna pista: dal dolo, al corto circuito, all’ipotesi che qualcuno si sia introdotto nella parte in disuso dell’edificio utilizzandola un rifugio di fortuna e accidentalmente abbia appiccato il rogo.