Fact checking

Perché il "Libro" a 5 Stelle sull'Europa è una grandissima presa in giro per i cittadini

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Ieri Luigi Di Maio ha presentato alla stampa estera il Libro a 5 Stelle dei cittadini per l’Europa”. Più che un libro, come ha fatto notare un giornalista, si tratta di una tesina di appena quindici pagine (in realtà tutto compreso sono diciannove). Ma la cosa più interessante è che di quelle diciannove pagine solo otto sono di testo scritto perché le altre sono occupate dai titoli dei vari capitoli. Un vecchio trucco degli studenti universitari è quello di aumentare l’interlinea e le dimensioni del carattere per far credere di aver scritto di più: i 5 Stelle vanno oltre e inseriscono delle pagine colorate per rendere più “sostanzioso” il loro dossier.

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Luigi Di Maio mentre presenta il “Libro” a 5 Stelle

C’era una volta il budget europeo

Il problema di questo “Libro” è che oltre ad essere brevissimo e inconsistente è assolutamente privo di contenuti e di dati. In un’era in cui ogni argomentazione è suffragata da prove, dati, tabelle, previsioni di spesa e di risparmio i 5 Stelle di distinguono per la totale mancanza di dati verificabili. Ogni argomento del “Libro” viene trattato così in una paginetta scarsa. Non importa quanto sia importante, lo spazio è quello e spesso l’autore (o gli autori) fanno fatica a riempire tutto il foglio. Si capisce, cosa mai ci sarà da scrivere su Schengen e l’Immigrazione, sulla Politica estera e la difesa comune o sulla marginale questione del Budget europeo alla quale gli autori dedicano pochissime righe, queste:

Riduzione sostanziale del budget europeo con tagli drastici degli stipendi dei parlamentari, eliminando ogni forma di benefit e privilegio. Eliminazione della tripla sede Bruxelles-StrasburgoLussemburgo e rimozione di tutte le agenzie europee non produttive. Abolizione dei finanziamenti destinati alla propaganda UE (moneta unica, propaganda contro la Russia, fake news e altro). Rimessa in discussione degli oltre 2 miliardi di euro destinati all’inutile Piano Juncker, che finanzia solo le grandi opere: li vogliamo per le PMI. Abolizione dei fondi concessi a partiti e fondazioni europee. Una larga fetta del budget europeo dovrà essere dedicato alla questione sociale, ad esempio proponendo un reddito di cittadinanza europeo come sembrava nelle intenzioni della Commissione a inizio legislatura. I fondi europei devono essere programmati sui veri bisogni del territorio e in sintonia con il programma di governo del Movimento 5 Stelle. Vogliamo la trasparenza e la pianificazione pubblica dei bandi.

Avete letto bene, questo “testo” che in realtà è solo la contrazione di un elenco puntato dove non c’è alcun ragionamento ma solo una serie di “proposte” è tutto quello che il M5S ha da dire su come dovrebbe essere speso il budget europeo. In confronto Nigel Farage sullo stesso argomento quando stava facendo campagna elettorale per la Brexit ha scritto un trattato di economia. Non ci sono dati, non ci sono numeri (ad eccezione di un non molto preciso “oltre due miliardi”). Si parla di risparmi ma non si quantificano quanti siano in realtà. Non si dice nemmeno la cosa più importante ovvero a quanto ammonta il budget europeo. Non che sia difficile perché l’Unione Europea mette a disposizione tutto il necessario quanto meno per avere un’idea generale di che cosa stiamo parlando. Ad esempio nel 2016 il budget annuale totale era di 155 miliardi di euro.

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Fonte: http://ec.europa.eu/budget/annual/index_en.cfm?year=2016

Sono tanti, sono pochi? Per poterlo dire dovremmo guardare dove e come vengono spesi (ad esempio pagando 700 euro in posacenere o pagando rimborsi per ricerche fatte su Wikipedia). È legittimo voler uscire dall’euro e pure combattere gli sprechi ma almeno prima di farlo – e per riuscire a trovare la porta – bisognerebbe sapere come funziona l’Unione Europea. I 5 Stelle vogliono che una larga fetta del budget europeo venga destinato “alla questione sociale” per l’implementazione di un reddito di cittadinanza. Quanto più grande deve essere di quella che viene già destinata ora? In miliardi di euro possibilmente e non a spanne. E quanto potrebbe ragionevolmente incidere il risparmio proposto rispetto a tagli degli stipendi e chiusura delle sedi non necessarie? Sarebbe stato interessante saperlo.
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Fonte: Multiannual Financial Framework

Nel “capitolo” destinato al budget salta all’occhio la proposta di abolire i “finanziamenti destinati alla propaganda UE (moneta unica, propaganda contro la Russia, fake news e altro)”. In che modo l’Unione Europea dovrebbe smetterla di “fare propaganda” a favore della moneta unica e soprattutto cosa significa fare propaganda per la moneta unica? Significa dire ad esempio che – in nome del principio dell’uno vale uno applicato ai tassi di cambio – il rublo o il dollaro zimbabwiano hanno lo stesso valore? Significa forse che la BCE deve dire che lo Yuan “è meglio”? Non lo sapremo mai perché i 5 Stelle non lo spiegano.

Il Libro a 5 Stelle per l’Europa

Più chiaro invece il tentativo di dare una mano alla Russia e a quel fulgido esempio di democrazia che è Putin (a proposito non è che i 5 Stelle gli hanno chiesto dei Panama Papers?) dai sordidi attacchi dell’Europa. La confusione regna sovrana anche nel – brevissimo – capitolo dedicato alla politica estera dove prima si chiede una:

Immediata sospensione di tutti gli accordi e dei rimpatri verso i Paesi extra UE che violano i diritti umani, usando la leva degli accordi commerciali e di cooperazione allo sviluppo per pretendere il rispetto dei diritti umani e ambientali.

E poi si torna a difendere la Russia che secondo una serie di report (Amnesty International, Human Rights Watch, e lo stesso Europarlamento) ultimamente non si può certo definire un fulgido esempio di difesa dei diritti umani. Magari si potrebbe chiedere alla Russia almeno di rispettare gli accordi della WTO, dove è entrata a far parte nel 2012 anche grazie ai buoni uffici della UE.

Rimozione immediata delle sanzioni alla Russia, che provocano perdite ingenti all’economia degli Stati membri e in particolare alle piccole e medie imprese

Chissà come Putin prenderà la proposta del M5S (nel capitolo “Energia, materia e resilienza”)  di raggiungere un’indipendenza energetica e il passaggio ad una totale produzione di energia elettrica rinnovabile (non da fonti rinnovabili, rinnovabile). Lo sanno i portavoce che la maggior parte delle importazioni dalla Russia riguarda materie prime in particolare gas e petrolio?

Chiediamo: l’abolizione immediata di incentivi e sussidi diretti o indiretti alle fonti fossili; un completo efficientamento energetico del patrimonio edilizio europeo; una rapida transizione completa alla produzione energetica rinnovabile. In questo processo va data preferenza alla generazione e allo stoccaggio distribuito di energia e alla sua distribuzione tramite reti intelligenti e adattative, sia locali che continentali. Per ridurre e tendenzialmente azzerare la necessità d’importazione di minerali e materie prime e seconde da Paesi extra europei, va spinto l’acceleratore all’implementazione radicale dell’economia circolare in tutti i cicli produttivi e di consumo, attraverso le buone pratiche del riciclo e del riuso integrale di manufatti e materiali, ma anche vietando l’obsolescenza programmata dei prodotti.

La cosa preoccupante è che per scrivere queste otto pagine scarse (molto scarse) i 5 Stelle e i loro assistenti parlamentari sono stati pagati dai cittadini italiani (e dai cittadini europei nel caso degli europarlamentari). Ed e è molto fastidioso leggere ben otto pagine dove ogni “e” accentata maiuscola è scritta E’ invece che È. Forse quei soldi avrebbero potuto essere spesi meglio. E a proposito di fake news: questo non è un libro.