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L'esposto del PD contro Beppe Grillo per evasione fiscale

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Ieri il tesoriere del Partito Democratico Francesco Bonifazi l’ha annunciato su Facebook: ha presentato l’esposto per evasione fiscale nei confronti di Beppe Grillo. L’esposto è il seguito della vicenda della difesa di Grillo nella causa civile per risarcimento danni intentata dal PD. All’epoca Grillo sostenne di non essere il titolare né del blog né degli account social, allo scopo di tirarsi fuori da una richiesta di risarcimento danni:
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Oggi a parlare del contenuto dell’esposto è Jacopo Iacoboni sulla Stampa:

I tributaristi del Pd sospettano che la «cortina fumogena» attorno al blog sia stata creata per non rendere chiari, e dunque tassabili, redditi non piccoli prodotti dalla popolarità del comico, ma anche dalla viralizzazione pubblicitaria dei video delle webstar M5S. Il blog pubblicizza attività professionali di Grillo (dai tour ai libri), perciò, sostiene l’esposto, va chiarito il rapporto economico esistente tra Grillo e l’azienda titolare dei dati, la Casaleggio.

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I legali fanno qui due ipotesi: o che si possa profilare una dichiarazione fiscale infedele di Grillo, che celerebbe reddito derivante da questo rapporto. O, e sarebbe l’ipotesi più grave, una «interposizione fittizia» da parte della Casaleggio, o anche di altri soggetti formali percettori di ricavi pubblicitari. Esiste un sistema di società? Questo è ciò che chiedono al magistrato di verificare. Se così fosse, spiegano, gli uffici tributari potrebbero imputare al contribuente i redditi di cui altri appaiono titolari.

La denuncia di 17 pagine e 24 allegati riguarda profili fiscali e tributari di carattere penale, tocca il rapporto mai chiarito tra il comico e la Casaleggio Associati. Dichiara Bonifazi al Foglio:

“Abbiamo sollevato alcune questioni, saranno i magistrati ad indagare. Da diversi fatti documentali si desume la titolarità del blog facente capo a Grillo, lo stesso blog lo denota come autore all’interno del codice sorgente, la privacy policy lo qualifica come effettivo titolare così come il Non Statuto all’articolo 4… Sia come sia, due sono le alternative: o il blog è effettivamente ascrivibile a Grillo, in tal caso lui dovrebbe partecipare agli introiti, se così non fosse si configurerebbe un’ipotesi di interposizione fittizia di società, formalmente amministratrice del sito, allo scopo di trarre vantaggi fiscali, chiamatela pure frode.
Oppure Grillo non ha nulla a che fare con il blog, resta allora da comprendere quali siano i flussi di ricchezza intercorrenti tra lui e la società gestrice, dal momento che blog e account fanno un uso costante del brand BeppeGrillo, con sfruttamento di nome e immagine. Si tratterebbe di una controprestazione da sottoporre a tassazione agli effetti sia Iva che redditi personali”.

Leggi sull’argomento: Chi ha rubato a Beppe Grillo il blog di Beppe Grillo?