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“Lei è il Davigo dei virologi”: Bruno Vespa punzecchia Massimo Galli | VIDEO

Lo scontro in diretta televisiva tra il giornalista e l’infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano. Il tema è quello della continua richiesta di prudenza avanzata, nel corso dei mesi, dal medico

Vespa Galli

Dopo quindici giorni di dieta detox mediatico, Massimo Galli è tornato a parlare in televisione. Il palco è stato quello di CartaBianca (su Rai3) ed è lì che si è consumato uno scontro dialettico con Bruno Vespa. Il tema è sempre lo stesso: la prudenza per le riaperture e il calo dei contagi nonostante la ripresa (parziale) di moltissime attività e la stretta meno perentoria delle restrizioni. I toni sono stati molto pacati, ma il confronto Vespa Galli ha regalato anche diverse punzecchiature, con il giornalista e conduttore di Porta a Porta che si è spinto in un paragone abbastanza azzardato.

Vespa Galli, il paragone tra il virologo e l’ex magistrato Davigo

“Ma perché deve passare per il Davigo dei virologi? Lei dice che non ci sono persone sane, ma infettati che la fanno franca. Faccia un sorriso liberatorio, non siamo morti dopo le riaperture del 26 aprile”, sostiene Bruno Vespa facendo riferimento alle parole pronunciate poco prima da Massimo Galli sulla situazione epidemiologica in Italia. L’infettivologo (mestiere differente dal virologo, ndr) ha replicato dicendo di essere tranquillissimo e di aver solamente sottolineato alcune carenze ancora evidenti nel nostro Paese che non possono esser sottovalutate.

“Sono rilassatissimo – ha replicato Massimo Galli – e non faccio il Davigo, di cui ho stima, ma abbia pazienza: ho sottolineato che c’è andata bene però in alcuni settori non mi posso accontentare di vaccinare, devo sapere se ha funzionato o no altrimenti infetto gli altri e su chi non ha anticorpi devo organizzare strategie. Facciamo i medici, non i notai”. Il riferimento è, soprattutto, al tema dell’immunità di gregge: a differenza dei suoi colleghi, infatti, l’infettivologo dell’Ospedale Sacco di Milano sottolinea come sia ancora necessario inseguire il virus in tutte le sue mutazioni. Il motivo? Evitare di sottovalutare ora un problema che potrebbe riproporsi al termine dell’estate.

(foto: da CartaBianca, Rai3)