Opinioni

Legge elettorale, un trappolone meraviglioso

Il Rosatellum bis, depositato alla commissione affari costituzionali della Camera, prevede la suddivisione dei seggi secondo meccanismo misto, per due terzi proporzionale e solo per un terzo maggioritario, con collegi uninominali ed elezione secca del candidato più votato per collegio.
Queste percentuali potrebbero ingannare e far pensare a un sistema fondamentalmente proporzionale, con tutti i suoi tratti tipici: liste separate e autonome, convergenze politiche post elettorali, corrispondenza esatta tra voti ottenuti e seggi assegnati.
In realtà la struttura della legge porta a un’inevitabile torsione maggioritaria. Sulla scheda, a ogni candidato uninominale sul collegio (la parte maggioritaria), è associata una lista o una coalizione di liste (la parte proporzionale) e non è permesso il voto disgiunto. Tale meccanismo costringe inevitabilmente le forze politiche a coalizzarsi: senza alleanze pre-elettorali le formazioni minori non avrebbero alcuna possibilità di eleggere il proprio candidato nella modalità maggioritaria.
rosatellum bis
Il Mattarellum permetteva, nella sola Camera dei deputati, due schede diverse per la parte maggioritaria e per quella proporzionale e valutando i dati storici delle elezioni i risultati erano ben diversi (il centrodestra più forte nel proporzionale, e viceversa). Al Senato il meccanismo era ancora differente: per eleggere il 25% proporzionale si ricorreva al ripescaggio dei candidati sconfitti.
Con il Rosatellum bis, invece, le leggi elettorali sono pressoché identiche in ambo le Camere. Un esperimento di ingegneria giuridica interessante: la corrispondenza obbligatoria tra candidato uninominale e liste coalizzate unito al divieto di disgiungere il voto trasforma un sistema apparentemente proporzionale in eminentemente maggioritario.