La macchina del funky

Legge elettorale: la proposta del M5S al PD

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La Stampa racconta oggi di una proposta nuova del MoVimento 5 Stelle al Partito Democratico per la legge elettorale, dopo il richiamo di Sergio Mattarella a fare presto. La proposta prevede un abbassamento della soglia per il premio di maggioranza al 35%, uno sbarramento al 5% per eliminare i piccoli partiti e il metodo d’Hondt per l’attribuzione dei seggi. Tutte proposte che avvicinerebbero la possibilità per i 5 Stelle di avere la maggioranza assoluta del Parlamento dopo le prossime elezioni:

I 5 Stelle sono rimasti molto colpiti dalla risposta dell’ex premier durante il confronto Sky sulle primarie del Pd dove, di fronte alla domanda del ministro Andrea Orlando, non ha escluso le larghe intese con Silvio Berlusconi. Se la legge rimarrà questa, un proporzionale puro, lo scenario più probabile è quello. Ma i grillini hanno anche annusato che a breve arriverà qualche novità interessante. Sanno che Renzi ha qualcosa in serbo.
E non vogliono farsi trovare impreparati quando domenica sera sarà incoronato segretario del Pd. A quel punto la storia cambierà, il leader dem farà la sua proposta e cercherà un’intesa in Parlamento. «Se Renzi gioca pulito – spiega un parlamentare della prima commissione e fa una cosa seria in modo che o vince lui, o noi, o il centrodestra, noi siamo disponibili a parlare. Ma no ai trucchetti».

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“Il Democratellum”, la legge elettorale proposta dal Movimento 5 Stelle

Con base proporzionale, è possibile pensare a un premio di governabilità alla lista, non alla coalizione, accettabile per la Consulta, cui accedere a una soglia più bassa dell’attuale e irraggiungibile 40%. Esempio: chi arriva a un traguardo da fissare attorno al 35%, prende un premio attorno al 15%. Oppure, c’è la possibilità di alzare la soglia di sbarramento, per eliminare i partiti più piccoli, e il 5% proposto da Renzi piace ai 5 Stelle (attualmente è il 3% alla Camera).
Poi ci sono vari metodi di calcolo: quello che va per la maggiore tra i grillini è il metodo D’Hondt che in un sistema proporzionale gestisce in maniera decrescente l’assegnazione dei seggi per i partiti che prendono meno. Infine ci sono i collegi: se sono molto piccoli, la legge si trasforma di fatto in un maggioritario.