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La Lega sempre più tentata dal voto e da Salvini premier

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L’obiettivo della Lega è avere Salvini premier. Il Carroccio continua a guardare con timore verso l’esito delle vicende giudiziarie che la vedono debitrice di 49 milioni di euro agli italiani e scalda i motori per il nuovo partito del Capitano, che potrebbe essere, come da anticipazioni, il partito nazionale che le consentirà di raccogliere anche i voti degli italiani del Sud.

La Lega sempre più tentata dal voto e da Salvini premier

Il nome c’è già, o meglio ce n’è già uno depositato: la Lega per Salvini premier. Quello che manca è la certezza che basti per scrollarsi di dosso le grane giudiziarie eredità della vecchia gestione, anche se proprio oggi il procuratore di Genova Cozzi ha confermato tutto in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Ma c’è un altro problema che turba i sogni del Carroccio: l’escalation di inchieste che potrebbero vedere come protagonista il leader designato.

matteo salvini sequestro per coartazione

La contestazione di due nuovi reati da parte del procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio – tra cui il sequestro per coartazione che prevede una pena fino a trenta anni di carcere – potrebbe rendere molto più difficile la scalata di Salvini verso Palazzo Chigi. E il problema è che potrebbe non essere finita qui. Perché, scrive oggi La Stampa, Salvini, già indagato per il caso della nave Diciotti e potrebbe finire iscritto nel registro degli indagati (sempre a Genova) per il caso del trasferimento di tre milioni dal Lussemburgo alla Sparkasse di Bolzano. Mentre la procura di Torino attende di poter procedere per vilipendio contro il segretario che definì la magistratura «una schifezza».

Salvini premier: un leader inquisito per un nuovo centrodestra?

D’altro canto tradizionalmente gli elettori di centrodestra non hanno mai badato troppo alle vicende giudiziarie che hanno coinvolto i loro leader (basti vedere le reazioni di fronte a un lancio dell’ANSA con la foto del loro beniamino). Ma di certo per Salvini finire in guai simili (per mole di processi) a quelli di Silvio Berlusconi potrebbe non essere l’ideale se vuole davvero rappresentare il nuovo a destra. Il problema però è che una nuova indagine potrebbe avere un potenziale effetto deflagrante sull’alleanza con il MoVimento 5 Stelle, che ha già registrato molti maldipancia per la vicenda dei migranti – anche se i contestatori di Salvini all’interno del M5S sono pochi e inascoltati dai vertici, gli unici che contano quando si deve prendere una decisione – tuttavia ogni corda tirata fino all’inverosimile prima o poi si spezza.

sondaggio salvini m5sv
Il sondaggio di DEMOS pubblicato da Repubblica (27 agosto 2018)

Senza contare che ci sono i problemi ormai sempre più grandi con Giovanni Tria e la sua concezione troppo “tradizionale” – diciamo così – dell’economia che sembra mettere in secondo piano le promesse elettorali del Capitano, già esposto a due clamorose figuracce sui 500mila clandestini da rimpatriare – dove è stato sfottuto persino dal suo vice Giorgetti – e sulle accise che dovevano essere abolite al primo consiglio dei ministri. La tentazione di battere il ferro del successo elettorale finché è caldo potrebbe essere l’unica strada da prendere.

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