Fatti

Lega Nord: fuori dall'euro, dentro i cognati!

lega nord edoardo rixi

«Apprendo ora che un caro amico ha deciso di lasciare e di sacrificare ancora una volta se stesso per difendere la Lega e la Giunta Regionale da un disgustoso e vigliacco attacco fatto da persone che dimostrano di valere umanamente poco. In un mondo dove regna il denaro, l’invidia e la rabbia tu sei e rimani un gigante! Un abbraccio caro Andrea il tempo è galantuomo. Ti rifarei 200 volte il contratto»: così l’assessore allo sviluppo economico della Liguria Edoardo Rixi annuncia l’addio di Andrea Carratù, suo cognato, che era stato assunto dallo stesso Rixi in Regione con un contratto di consulenza – collaborazione Cococo, con mansioni di collaboratore politico e segretario dell’assessore – a novemila euro l’anno.

Lega Nord: fuori dall’euro, dentro i cognati!

Il caso Carratù era scoppiato ieri quando si è saputo che dall’8 gennaio ha un contratto di collaborazione Cococo, con l’incarico di collaboratore politico dell’assessore, con incarico di segretario. L’incarico preciso recitava: “Attività di supporto e raccordo alla segreteria politica dell’assessore a Sviluppo economico, industria, commercio, artigianato, ricerca e innovazione tecnologica, energia, porti e logistica, per gli aspetti connessi all’incarico di Addetto alla segreteria”: ovvero un collaboratore politico di Edoardo Rixi. E la scadenza del contratto coincide con la fine della legislatura della giunta Toti. Per le competenze di Carratù parlava il curriculum: diverse esperienze lavorative in campo commerciale (titolare di pubblici esercizi, bar e ristorante, gestione di un punto vendita di oreficeria), attualmente è dipendente della Gold International Company e gestisce un negozio che vende gioielli. L’addio di Carratù arriva dopo gli attacchi furiosi dell’opposizione: «Il fatto che Edoardo Rixi abbia assunto il proprio cognato nella segreteria del suo assessorato ci pone soprattutto davanti a un’enorme questione di opportunità, ma forse non solo. E ci lasciano interdetti le parole dell’assessore che si è giustificato sostenendo che lo stipendio di questo assistente sia basso (750 euro lordi al mese). Ci risulta che per i parlamentari sia vietato assumere parenti e quindi chiederemo all’Autorità nazionale Anticorruzione e ai responsabili regionali in materia di esprimersi in merito a questa vicenda. Per analogia vorremmo inoltre ricordare che il codice di comportamento per i dipendenti pubblici vieta l’assunzione di familiari. Con quello che è emerso e sta emergendo la Lega Nord può fare di tutto in questa regione tranne che dare lezioni di moralizzazione», si leggeva nella nota del gruppo Pd in Regione. Ancora più arrabbiato il M5S: «Fra arresti , indagini , scandali e presunte frasi omofobe siamo ormai abituati a commentare le incredibili disavventure della Lega Nord: l’ultima riguarda l’assessore Rixi, caduto nientedimeno che sulla famiglia, in particolare sul cognato, assunto con soldi pubblici nella propria segreteria in Regione. Una condotta altamente inopportuna, trattandosi di un parente stretto. Ma la cosa più curiosa è stata la giustificazione addotta dall’assessore, che spiega: “Lavora con me da molto prima che conoscessi mia moglie. Anzi, me l’ha presentata lui. Cosa ci posso fare se poi è diventato mio cognato?”. Ragionamento che non farebbe una piega. Non fosse che l’assunzione in Regione è arrivata dopo le (auguriamo felici) nozze dell’assessore. Ed è questo che viene contestato, non certo le scelte di vita private. Il vicesegretario leghista non avrebbe nemmeno dovuto candidarsi vista l’indagine per peculato, così come funziona in paesi più civili del nostro. Oggi, tra il rinvio a giudizio, la difesa a spada tratta dell’indifendibile De Paoli e questa assunzione quantomeno di cattivo gusto (specialmente perché non è stato lui ad autodenunciarsi), diventa sempre più pressante la necessità di un suo allontanamento dalla scena pubblica».

I guai della Lega al governo

L’episodio finisce per inquadrarsi nel frame degli ultimi guai della Lega al governo. Dall’inchiesta sulla sanità in Lombardia che ha portato agli arresti Fabio Rizzi, braccio destro di Maroni in Regione e alle insinuazioni di Umberto Bossi sul presidente lombardo fino ai guai dello stesso Rixi, rinviato a giudizio per peculato nell’inchiesta sui rimborsi in Regione Liguria e difeso da Salvini con tanta veemenza e insulti ai magistrati da mettere nei guai con i giudizi anche il Capitano. Su Carratù però Rixi ha tenuto il punto:

“E’ stato proprio lui ad avermi presentato mia moglie. E’ una persona validissima e avrebbe potuto continuare a dare un contributo in assessorato per fare delle cose, migliorando questa società nell’interesse di tutti i cittadini. Noi però andiamo avanti”. Nessuna violazione, quindi, delle norme vigenti e tutto legittimo. Piuttosto, la gogna mediatica e la negazione di un diritto. Per evitare polemiche, Carratù ha comunque deciso di lasciare l’incarico in assessorato e si è messo a disposizione del segretario della Lega Nord Liguria. Il contratto cui si riferisce Rixi nel post di Facebook era stato rinnovato e firmato dal governatore Toti a gennaio: 700 euro lordi, ossia poco più di 400 euro netti al mese. In sostanza, appena un rimborso spese per una competenza di ottimo livello a tutto vantaggio dei liguri. Tanta resa e poca spesa: altro che Spese pazze, voto di scambio e favoritismi a parenti e amici.

E ha parlato dell’ennesimo disgustoso attacco mediatico alla Lega. Funzionerà?