Economia

L'editoriale di Yanis Varoufakis sul Sole 24 Ore

“Il nostro governo è più che desideroso di attuare un’ agenda che includa tutte le riforme economiche che i think tanks economici europei considerano centrali. E siamo perfettamente in grado di garantire il sostegno dell’ opinione pubblica greca per un programma economico efficace”. Lo scrive il ministro delle Finanza greco Yanis Varoufakis in un intervento pubblicato dal Sole 24 Ore, rilevando che il problema dei negoziati in corso è che “i creditori della Grecia insistono perché il nostro governo applichi ancora altre misure di austerità quest’ anno e oltre: un approccio che impedirebbe la ripresa, soffocherebbe la crescita, aggraverebbe il ciclo debito-deflazione e finirebbe per erodere la disponibilità e la capacità dei greci di realizzare il programma di riforme di cui il nostro Paese ha così disperatamente bisogno”. “Il nostro governo – insiste il ministro – non può accettare, e non accetterà, una cura che, nell’arco di cinque lunghi anni, si è già dimostrata peggiore della malattia”. “L’ idea che la Grecia non abbia realizzato un risanamento adeguato dei conti pubblici non è solo falsa: è palesemente assurda”, aggiunge, sottolineando che “rispetto agli altri Paesi della periferia dell’ euro, la Grecia ha subito una cura di austerità per lo meno doppia. E questo spiega tutto”.
yanis varoufakis sole 24 ore
Scrive Varoufakis sul Sole 24 Ore:

È evidente nella pretesa che la Grecia continui a perseguire un avanzo di bilancio primario insostenibilmente alto (più del 2 per cento del Pil nel 2016 e più del 2,5 o addirittura il 3 per cento, per tutti gli anni successivi). Per riuscirci, dovremmo incrementare il peso complessivo dell’Iva a carico del settore privato, tagliare a 360 gradi pensioni già decurtate e compensare i bassi introiti delle privatizzazioni (dovuti ai prezzi molto bassi delle attività) con misure «equivalenti» di risanamento dei conti pubblici. L’idea che la Grecia non abbia realizzato un risanamento adeguato dei conti pubblici non solo è falsa: è palesemente assurda. Il grafico allegato all’articolo [non pubblicato dal quotidiano, ndr], oltre a dimostrare ciò, risponde sinteticam ent e a ll’interrogativo sul perché la Grec ia sia andata peggio di Spagna , Portogallo, Irlanda o Cipro negli anni seguiti alla crisi finanziaria del 2008. Rispetto agli altri Paesi d ella periferia dell’euro, la Grecia ha subito una cura di austerità per lo meno doppia. E questo spiega tutto.

grecia uscita euro 1
Cosa succede se la Grecia esce dall’euro (Repubblica, 25 maggio 2015)

E paragona le situazioni diverse di Grecia e Gran Bretagna:

Al contempo , la Grecia ha dovuto fare i conti con una contrazione monetaria (che recentemente è diventata asfissia monetaria), a differenza del Regno Unito, dove la Banca d’Inghilterra ha sostenuto il governo passo dopo passo. Il risultato è che la Grecia continua a stagnare, mentre il Regno Unito evidenzia una crescita robusta. Gli osservatori imparziali di questi quattro mesi di negoziati tra la Grecia e i suo i creditori non possono sfuggire a una semplice conclusione: il principale scoglio, l’ unica condicio sine qua non, è l’ insistenza dei creditori perché la Grecia applichi ancora altre misure di austerità, anche a spese dell’agenda di riforme che il nostro governo è più che desideroso di applicare. È evidente che la richiesta di ancora più austerity da parte dei nostri creditori non è motivata dall’interesse per autentiche riforme o dal desiderio di indirizzare la Grecia lungo un percorso finanziario sostenibile. Quale sia la loro reale motivazione è una questione che è meglio lasciare agli storici futuri: che senza dubbio prenderanno cum grano salis buona parte delle cose che vengono scritte ad esso sui mezzi di informazione.

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