Economia

Le tasse locali nelle città al voto

Roberto Petrini su Repubblica di oggi ci racconta la corsa delle tasse locali tra 2010 e 2015 nelle città al voto, ovvero Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Cagliari. Negli ultimi cinque anni la tassa sulla casa, quella sui rifiuti, l’addizionale irpef hanno fatto passi da gigante, con aumenti fino al 300 per cento drenando soltanto negli ultimi tre anni ben sette miliardi di euro dalle tasche dei contribuenti. Ma soprattutto, osserva Repubblica, il tema è, finora, il grande assente dalla campagna elettorale che porterà al voto tra circa tre settimane, il 5 giugno, 1.300 Comuni, tra i quali grandi metropoli come Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna e Cagliari.

Una pressione fiscale alta anche se bisogna considerare che si va al voto con due importanti interventi del governo Renzi: l’abolizione definitiva della Tasi sulla prima casa e il blocco di tutte le tasse locali (tranne quella sui rifiuti), fino al 31 dicembre del 2016. Nei cinque anni che hanno segnato le «consiliature» che andremo a rinnovare il mese prossimo, le imposte locali sono aumentate pesantemente: anche se non sempre la responsabilità è tutta attribuibile alle amministrazioni e ai sindaci che si sono trovati con le spalle al muro nella dolorosa alternativa tra l’aumento delle imposte e il taglio dei servizi essenziali e del welfare di prossimità. Per fare un «bilancio di fine mandato», 3FQVCCMJDB ha chiesto alla Uil servizio politiche territoriali di valutare quanto e come sono aumentate le imposte nelle sei grandi città chiamate al rinnovo delle amministrazioni: Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli e Cagliari. Anche per formulare una domanda ai candidati: che impegni si prendono sulle tasse?

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Tasse locali a Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Cagliari (La Repubblica, 15 maggio 2016)