Economia

Deutsche Bank: la bomba tedesca piazzata sul sistema finanziario europeo

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Mentre tutti in Italia si preoccupano delle banche italiane i mercati guardano a quello che potrebbe succedere ad una banca tedesca. E non una qualsiasi, si tratta infatti di Deutsche Bank finita al centro delle attenzioni degli investitori internazionali dopo l’uscita lunedì sera del CEO della banca – John Cryan – che ha fatto sapere in maniera del tutto inusuale che l’istituto di credito di Francoforte è solido e che è in grado di ripagare gli interessi dei titoli Additional Tier 1 in scadenza ad aprile. Deutsche Bank ha detto di avere a disposizione un miliardo di euro che sono considerati più che sufficienti visto che l’importo degli interessi da coprire è di 350 milioni di euro. Nella nota diffusa lunedì sera da Francoforte hanno sottolineato di avere la liquidità necessaria anche per ripagare i 4,3 miliardi di euro in scadenza nel 2017. Per sostenere la banca è “sceso in campo” anche il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che ha dichiarato di non essere preoccupato dalla situazione di Deutsche Bank. Eppure il titolo continua a precipitare in borsa, segno che agli investitori le parole di Cryan e Schaeuble non sono bastate.
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Fonte: Il sole 24 ore

I motivi del tracollo del titolo in Borsa

Ieri, nel tentativo di ribadire il concetto Cryan ha inviato una lettera a tutti i dipendenti di Deutsche Bank per rassicurarli e ribadire che la banca è rock solid così come lo è la sua capacità di ripagare gli investitori. Il fatto è che queste uscite non hanno fatto altro che aumentare i sospetti sulla stabilità della banca tedesca. In molti si sono ricordati di quando Lehman Brothers rassicurava tutti sulla solidità dei suoi bilanci, appena pochi giorni prima del crack che diede il La alla crisi del 2008. Ecco quindi che ieri in borsa il titolo ha perso il 4,27%, dopo la pesante caduta del 9,5% di lunedì e una perdita complessiva da inizio anno pari al 40%. Eppure qualcosa ci deve essere in DB che inquieta gli investitori, ad esempio il fatto che il 2015 si sia concluso con una perdita di 6,8 miliardi di euro, qualcosa che non accadeva dal 2008 e che non lascia ben sperare sulla manovra quinquennale di riassetto della società. Oppure dal fatto che DB sia una delle banche che spende di più in termini di multe e spese legali (1,2 miliardi di euro solo nell’ultimo quadrimestre del 2015) e che quindi debba accantonare molte più risorse per fronteggiare quelle future. Sono proprio le vicende giudiziarie e le malversazioni sul trading valutario (ad esempio la manipolazione del tasso Libro che è costata a DB una multa da 2.1 miliardi di euro) e gli scandali degli anni passati a preoccupare maggiormente i mercati. DB nel frattempo pensa di correre al riparo per frenare la caduta del titolo sul mercato (ieri aveva toccato un minimo a 13,03 euro e si è fermato a 13,23) valutando la possibilità di ricomprare obbligazioni – si parla di titoli senior bond – emesse negli anni passati per un valore di 50 miliardi di dollari. Ma a pesare sulla difficile situazione di Deutsche Bank sono anche altri fattori. C’è ad esempio la difficile situazione del prezzo del petrolio che è in calo. Alcuni fondi sovrani dei paesi del Golfo Perdico per ripianare le perdite avrebbero iniziato a disinvestire per avere più liquidità a disposizione, mossa che avrebbe innescato le paure degli altri investitori dal momento che DB è una delle banche più esposte sul settore dell’energia in particolare quello del greggio. Allo stesso tempo Deutsche è una tra i creditori di VW che dopo lo scandalo delle centraline truccate e la maxi multa in arrivo continua ad essere in difficoltà.


In borsa nel frattempo è stata registrata un’impennata dei Credit Defalut Swaps (CDS) di DB, ovvero quegli strumenti di protezione dal rischio del credito sulle obbligazioni emesse dalle banche che servono come “assicurazione” in caso di default di una banca. Il che significa che qualcuno sta scommettendo sul default di DB oppure ha semplicemente paura di questa eventualità e sta cercando di correre ai ripari. I CDS di Deutsche sono volati ieri oltre i duecento punti base, i massimi dal 2013.

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Per Standard and Poor’ il rating di Deutsche Bank è BBB+, lo stesso che aveva Lehman Brothers prima del crack

Deutsche Bank e i derivati

Si dice che Deutsche Bank sia troppo grande per fallire, eppure è da qualche tempo che si parla di DB come della prossima Lehman Brothers con le prevedibili conseguenze del caso sull’economia globale. La principale difficoltà della banca tedesca non sta nella liquidità ma nell’esposizione in derivati. Nel 2013 l’istituto di credito di Francoforte era la banca più esposta al mondo, con qualcosa come 54mila miliardi di euro. Il rischio derivante da un eventuale default della banca è enorme se pensate che l’ammontare dell’esposizione è pari a venti volte il PIL tedesco e a sei volte quello dell’intera Eurozona. L’opacità degli investimenti della banca non consente di determinare con certezza quanto sia esposta e si tratta quindi solamente di stime non ufficiali ma a quanto pare alla base ci potrebbero essere i bond di paesi come Greci, Spagna, Francia e Italia. Se così fosse DB costituirebbe una vera e propria minaccia al sistema economico europeo, una bomba – dicono alcuni – che non si sa quando potrebbe esplodere.