Opinioni

Le mani nella monnezza di Virginia Raggi

«E non ci spaventa mettere le mani nella spazzatura pur di migliorare la nostra città»: non poteva trovare parole migliori Virginia Raggi per descrivere il video con Paola Muraro nel quale racconta una specie di blitz nel I Municipio per verificare le carenze nella raccolta dei rifiuti in zona, che spesso rasentano l’assenza. Qui ciò che il video sembra raccontare, con tanto di operatori AMA che parlano di carenze di organico, è l’ennesima “colpa” di una “cooperativa” la quale non svolgerebbe il servizio notturno di raccolta come dovrebbe per contratto. Ovviamente, essendo il video di una grillina ancorché avvocata, non è previsto che l’altra parte spieghi, si difenda dalle accuse o semplicemente dica la sua.
virginia raggi
Fa bene, benissimo la Raggi a segnalare che la gran parte della spazzatura che si vede in strada a Roma, soprattutto nelle zone in cui ha girato i video (Largo di Torre Argentina, Portico d’Ottavia), dipende da rifiuti smaltiti in modo non corretto (da esercizi commerciali, come si vede nel video, ma anche da cittadini e turisti). Meno bene invece ci spiega cosa stia accadendo, se non che lei e Paola (Muraro) sono molto impegnate nel girare video nei quali fanno bella figura.

Dopo la propaganda dovrebbero venire i fatti. La sindaca e l’assessora hanno annunciato qualche giorno fa trionfanti le “nuove” iniziative che segnano l’inizio di “una nuova stagione per Ama che segna una netta discontinuità con il passato“. La prima è il ripristino del servizio di ritiro a domicilio per gli ingombranti che partirà il primo dicembre. Si tratta in realtà di una misura già esistente durante la sindacatura di Ignazio Marino, che l’aveva fatta avviare nel 2014 in modo totalmente gratuito per l’utente proprio per evitare ad esempio la comparsa di frigoriferi abbandonati per strada. Come spiegavano anche all’epoca dello scoppio del frigogate il sito del comune di Roma e quello dell’AMA, la raccolta di rifiuti ingombranti era stata sospesa (dal 17 giugno…) perché la gara è saltata. Da allora ci sono voluti ben cinque mesi alla Raggi per uscirsene con questo nuovo corso che segna una discontinuità con il passato (se non per il piccolo dettaglio che il passato sono i cinque mesi di governo pentastellato). La Raggi ha annunciato l’attivazione di nuove dieci isole ecologiche. Ma si tratta di zone che  l’Amministrazione precedente aveva concordato con i Municipi (il il V, il VI il IX, il X il XII, il XIII e il XIV) e che infatti sono già presenti nella delibera Tronca come si può leggere pure sul sito del Comune di Roma. In merito alle aree ecologiche la precedente amministrazione aveva dato in concessione in comodato d’uso ad Ama 32 aree “nelle quali l’azienda potrà realizzare strutture di servizio, sedi a supporto della raccolta differenziata e nuovi Centri di Raccolta per rifiuti ingombranti“; Tronca aveva individuato anche i siti da riqualificare, di concerto con il Dipartimento Patrimonio comunale che sono “perlopiù localizzati nelle periferie della città, in aree abbandonate e degradate”.
alemanno spala neve
 
In questi cinque mesi però Raggi e Muraro sono riuscite a trovare con i Municipi interessati un accordo solo su dieci di queste. Un lavoro davvero ben fatto, visto che già era stato compiuto da chi li aveva preceduti. Anche la “novità”  annunciata sull’invio all’estero dei rifiuti indifferenziati al fine di alleggerire il Tmb Nuovo Salario non è poi così una novità visto che la gara europea con la quale la tedesca Enki si è aggiudicata lo smaltimento di 160 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno è stata vinta dai tedeschi a dicembre 2015. La Enki sarebbe stata pronta fin da fine aprile ma alcune lungaggini burocratiche e la mancata autorizzazione da parte di Regione Lazio hanno di fatto impedito l’inizio dei trasferimenti dei rifiuti romani in Nord Europa. Inoltre a caldeggiare questa soluzione e ad aprire il bando di gara è stato proprio l’ex presidente di AMA Daniele Fortini, finito ai ferri corti proprio con Paola Muraro che ieri ha annunciato: “entro metà dicembre verrà attivato il trasporto all’estero dei rifiuti indifferenziati, che andranno prima in Austria e poi in Germania. Questo innanzitutto per scaricare l’impianto tmb Salario, che verrà riconvertito: non ci saranno più lavorazioni e verrà smantellato il biofiltro. Noi puntiamo alla selezione“. Si tratta di un contratto da 4 anni che costerà 138 euro a tonnellata. C’è da dire però che il bando di gara era per 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno, ma è stata assegnata solo la parte relativa ad Enki. Per le altre 440 mila tonnellate di rifiuti messe a bando non è ancora stata trovata una soluzione. Già uno a Roma ci aveva provato a mettersi in posa mentre spalava la neve, sperando così che la gente dimenticasse come non-governava. Quando ha finito di mettere le mani nella monnezza la Raggi se lo ricordi.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano