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Le foto con cui Jonghi Lavarini inguaia gli "amici" Salvini e Meloni

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Passino le accuse di essere un nostalgico del fascismo, passino anche quelle di vedersi accostato a un caso di finanziamenti illeciti di partito, ma vedersi voltare le spalle da Salvini e Meloni, quello proprio no. Robero Jonghi Lavarini, il “Barone Nero” che pur non collaborando ufficialmente alle campagne elettorali della destra italiana ha sponsorizzato – come documentato dall’ultima inchiesta di Fanpage – la candidatura di Chiara Valcepina, in quota Fratelli d’Italia, ha postato su Instagram un collage in cui mostra due fotografie che lo vedono ritratto insieme al leader della Lega e alla numero uno di Fdi.

“Sono assolutamente indipendente e apartitico – ha scritto Jonghi Lavarini – ma nessuno faccia finta di non conoscermi o, peggio, si permetta di offendere gratuitamente me e la comunità di veri patrioti che, mio malgrado, in questo frangente ho l’onore e onere di rappresentare”.

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“Il 5% di voti della destra radicale – ha aggiunto – fa gola a tutti ed è indispensabile per vincere qualunque sfida bipolare, nei comuni e nelle regioni, come alle elezioni politiche”. Rivendica quindi le sue alleanze e il suo peso politico, ancora capace – a suo dire – di fare la differenza all’interno della destra italiana. Nell’inchiesta di Fanpage, che il “Barone nero” teme possa portargli via alleati, viene accostato particolarmente a Carlo Fidanza, europarlamentare e Capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, che ha deciso di autosospendersi in seguito alla pubblicazione dell’inchiesta.

Novarese, 49 anni, una laurea in Scienze politiche, Roberto Jonghi Lavarini ostenta da sempre il suo pensiero indiscutibilmente fascista. “Vanta” una condanna a due anni per apologia del fascismo, e non si risparmia – come documentato dalle riprese – in battute antisemite, elogi dell’olio di ricino e saluti romani. A Milano in effetti non è proprio uno sconosciuto: è stato consigliere di zona per tre legislature e presidente del Consiglio di Municipio 3 (Porta Venezia), dove una ventina d’anni fa aveva esposto una foto di Benito Mussolini.

(foto: Instagram Roberto Jonghi Lavarini)