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Le due versioni sull'aggressione all'autista della Tep a Parma

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Due giorni fa un gruppo di ragazzi di colore e alcuni dipendenti della Tep, la municipalizzata del trasporto pubblico di Parma, sono venuti alle mani nel piazzale della stazione da dove partono le corse dei bus dirette a Mezzani. La vicenda ha scatenato la consueta polemica da parte di coloro che considerano le “risorse”, così come vengono spregiativamente chiamati gli stranieri, un vero e proprio problema sociale. A volte le aggressioni sono inventate. A volte sono vere ma non viene raccontata tutta la vicenda ma solo la versione di una delle due parti coinvolte.

Cosa ha scatenato l’aggressione all’autista della Tep a Parma

Noi italiani li ospitiamo “a casa nostra” e loro ci ripagano andando in giro a seminare violenza e a picchiare le persone. Questo più o meno il succo dei commenti ad una vicenda che non è ancora del tutto chiara e sulla quale le forze dell’ordine stanno ancora svolgendo le indagini del caso. I fatti, come sono raccontati dall’autista aggredito, sono questi: il conducente lunedì 28 arriva nel piazzale con il suo mezzo e trova “persone sedute, se non proprio coricate in mezzo alla strada. Ho provato a passare ma hanno cominciato a gridare, tirare calci e buttarsi contro il mezzo. Per fortuna non avevo passeggeri e ho potuto tirare dritto”. Il giorno seguente però la situazione è diversa e l’uomo, G.B. 51 anni e da trenta in servizio alla guida dei mezzi pubblici, si trova davanti una ventina di ragazzi di origine straniera.

L’autista ha dovuto fermarsi per far scendere alcuni passeggeri e il mezzo è stato circondato. Nel video girato da un passeggero dall’interno dell’autobus si vede come all’esterno ci sia un dipendente della Tep che prova a riportare la calma. Niente da fare: uno dei ragazzi riesce ad aprire la porta e ad entrare. Una volta all’interno dell’autobus aggredisce l’autista scaraventandolo a terra. Secondo l’autista il gruppo di ragazzi di colore lo stava aspettando.

In un secondo video, sempre girato all’interno dell’autobus della Tep si vede il conducente cadere a terra dopo essere stato spintonato e preso a pugni da uno dei ragazzi. L’uomo è stato poi soccorso dai Carabinieri, giunti sul posto dopo essere stati chiamati dai passanti, le ferite riportate guariranno in una settimana.

La versione di uno dei ragazzi

Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha definito “inaccettabile” la violenza nei confronti dell’autista Tep. Un fatto senza precedenti riguardo al quale il sindaco auspica che le forze dell’ordine riescano al più presto a fare chiarezza. Secondo alcuni frequentatori abituali della stazione e gli agenti della Polfer quel gruppo di ragazzi non aveva mai tenuto comportamenti violenti. Si tratta infatti di giovani che sono soliti incontrarsi in stazione, luogo che hanno eletto come punto di ritrovo. Le panchine della stazione sono, insomma, il loro luogo di ritrovo. A Parmapress un agente della Polfer ha dichiarato che “Sono sempre stati gentili, molti li conosciamo perché stanno spesso qui”.
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Nel frattempo è emersa un’altra versione dei fatti, quella fornita da uno dei ragazzi presenti all’esterno dell’autobus. Una testimonianza che racconta cosa è successo prima il litigio e l’aggressione e che potrebbe – il condizionale è d’obbligo fino al termine delle indagini – fare luce sui motivi che hanno scatenato la violenza di alcuni dei ragazzi del gruppo.

Secondo uno dei ragazzi presenti durante l’accaduto a scatenare la rabbia dei giovani di colore è stata quanto accaduto il 28 agosto. Un’inutile provocazione da parte del conducente, secondo loro. Lunedì – racconta uno di loro l’autobus è arrivato in stazione e non ha rallentato anche se uno dei ragazzi era in mezzo alla strada e stava attraversando per raggiungere il gruppo. «Lui l’ha visto ed ha accelerato, lo stava per beccare ma noi l’abbiamo tirato via. Poi l’autista si è messo a ridere. Il ragazzo è corso verso di lui e l’autista si è messo a ridere». Secondo i ragazzi quindi G.B. avrebbe volutamente tentato di investire uno di loro perché infastidito dalla loro presenza. Un gesto che il gruppo ha visto come una provocazione. L’azienda del trasporto pubblico ha avviato un’indagine interna per chiarire eventuali responsabilità a carico del suo dipendente.