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Le confessioni del manager sui soldi ai politici

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Francesco Simone parla con i magistrati. Il manager della cooperativa CPL Concordia finito in carcere con il sindaco di Ischia nell’ambito dell’inchiesta sulla metanizzazione dell’isola decide di collaborare con i giudici e le sue confessioni chiamano in causa i politici e con l’iscrizione nel registro degli indagati anche dell’ex sindaco di Procida, Luigi Muro, si allarga l’inchiesta condotta dai pm di Napoli sui lavori di metanizzazione di Cpl Concordia.
 
LE TELEFONATE CON D’ALEMA E IL RUOLO DI MURO
Il Corriere della Sera riporta parti del verbale di Simone dopo l’interrogatorio di garanzia dei magistrati:

È Simone che al telefono sollecita il responsabile commerciale della «Cpl» Nicola Verrini a finanziare la fondazione di Massimo D’Alema, ma anche a trattare l’acquisto dei vini prodotti dall’azienda che fa capo al leader del Partito democratico e di 500 copie del suo libro «Non solo euro» in occasione di un appuntamento elettorale di Ferrandino. Allegata agli atti dell’inchiesta c’è la telefonata del 3 luglio 2013 che il manager fa all’esponente del Pd per invitarlo sull’isola. Si tratta di un’intercettazione ambientale fatta nell’ufficio di Simone: per questo è impossibile sentire le risposte di D’Alema.
Il manager dice: «Ho parlato del nostro incontro con Casari al sindaco di Ischia, che è un compagno di vecchia data ed è in collegamento con i 400 operatori alberghieri di Ischia. Siccome tu ci avevi accennato della tua produzione eccellente lui sarebbe disponibile quando vorrai, se vorrai e riterrai, di fare una specie di riunione degli albergatori più importanti e presentare il frutto del sudore della fronte…». […]
Dichiara Simone: «Lo strumento di “penetrazione”da parte di Cpl delle pubbliche amministrazioni, stazioni appaltanti dei lavori e dei servizi cui la Cpl è interessata, è rappresentato dalle consulenze, dal subappalto ovvero dalle forniture in favore di soggetti legati ai pubblici ufficiali che gestiscono i medesimi appalti. Voglio dire che Cpl affida o una consulenza (più o meno fittizia) ovvero individua un subappaltatore o un fornitore segnalato dal soggetto pubblico che poi gli fa aggiudicare l’appalto o che gestisce le pratiche amministrative, tanto è avvenuto, secondo un protocollo ben consolidato».

Il senatore Muro, ex sindaco di Ischia, appare nel ruolo di facilitatore per l’entratura nel comune. Per pagarlo gli viene intestato il 20% della società costituita dall CPL per i lavori a Ischia. Ma c’è di più. Le dichiarazioni rese dal manager chiamano in causa i vertici della «Cpl». Descrivendo il metodo utilizzato nei rapporti con la politica, Simone racconta infatti alcuni incontri ai quali dice di aver partecipato e che avevano come protagonista Roberto Casari, il presidente della società.

Intercettazioni e verifiche lo chiamavano in causa, ma nel corso dell’interrogatorio l’imprenditore aveva negato di aver versato tangenti sostenendo come le procedure seguite fossero regolari. Una versione che Simone smentisce. Dichiara il manager: «Ho assistito personalmente a conversazioni e colloqui tra Casari e Muro che parlavano della vicenda, nel senso che il riconoscimento di tale somma è stato evidentemente messo in relazione alla sua attività in seno all’amministrazione volta a facilitare e velocizzare tutte le pratiche amministrative che sono moltissime. Ho anche sentito Casari lamentarsi del fatto che Muro voleva monetizzare subito il suo guadagno, nel senso che dopo la “lievitazione” del valore della sua quota voleva venderla appena arrivato il finanziamento. Ho sentito più volte Muro dire che grazie a lui l’amministrazione avrebbe evaso ogni pratica e adottato ogni provvedimento in modo più rapido e con esito favorevole».

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LA SVOLTA NELLE INDAGINI
Tre gli avvisi firmati dai pm che ipotizzano un nuovo episodio di corruzione: nei confronti di Muro, dell’ex presidente della Coop Roberto Cesari e di Nicola Verrini, ex responsabile di area per Lazio, Campania e Sardegna, entrambi già agli arresti nell’ambito dell’indagine sull’appalto di Ischia. L’iniziativa è scaturita, come si evidenzia nel decreto di perquisizione, dalle rivelazioni di Simone che ha prima accennato all’esistenza del sistema e ha poi indicato la vicenda di Procida come esempio del metodo corruttivo. L’ex sindaco Muro fu utilizzato – ha spiegato Simone – anche per i suoi legami con l’attuale sindaco, allo scopo di ottenere le autorizzazioni necessarie da parte del Comune. A lui sarebbe stata riservata una quota quantificata tra il 10 e il 20 per cento di una società costituita ad hoc dalla Cpl Concordia. A tale proposito ha rivelato che diverse volte la coop ha creato società di scopo le cui quote aumentano vertiginosamente quando l’appalto viene assegnato e soprattutto quando si sbloccano i finanziamenti pubblici. Lo stesso sistema sarebbe stato applicato, a suo dire, per retribuire Muro “o chi per lui”. Simone ha anche raccontato di aver assistito a colloqui tra Muro e Casari durante i quali si faceva esplicito riferimento alla vicenda. Casari si sarebbe poi anche lamentato con Simone per il fatto che Muro “voleva monetizzare subito il suo guadagno” avendo manifestato l’intenzione di vendere la propria quota appena ottenuto il finanziamento.

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