Economia

Le bufale di Malan sulla pensione di reversibilità ai gay

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Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Marco Palombi oggi ci racconta una divertentissima bufala politica divulgata dal senatore Lucio Malan e da altri sulla legge sulle unioni civili e la reversibilità: nel decennio, secondo Mala, il costo della reversibilità di sarebbe di quattro miliardi e mezzo di euro e quindi il testo andrebbe ritirato perché non ci sono le coperture finanziarie. La Ragioneria Generale dello Stato invece sostiene l’esatto contrario e l’INPS è d’accordo, ma il senatore, dall’alto della sua competenza di laureato «in Lettere ad indirizzo filologico classico conseguita a Torino, con tesi consistente nella nuova edizione di un papiro alessandrino greco contenente un commentario alle Filippiche di Demostene» invece dice che ne sa più lui.

Chi ha ragione? Tutti tranne Malan. La Relazione tecnica vidimata dalla Ragioneria generale dello Stato certifica 22,7 milioni di costi totali da qui al 2025 per un numero di pensioni in essere tra dieci anni pari a 640 (10.257 euro all’anno l’importomedio). Le coppie coinvolte –secondo la Ragioneria –saranno 16.750 quest’anno, quasi 28 mila nel 2018 e 67 mila in tutto nel 2020. SOSTIENE MALAN che i dati della Ragioneria sono sbagliati e che il costo –invece di ammontare a 130 milioni in totale in un decennio –tra sgravi Irpef, assegni familiari e reversibilità è invece di 4,5 miliardi. Un’enormità. Il senatore di Forza Italia, per farsi forza, cita le parole di Tito Boeri. Ma cosa dice davvero Inps nel documento consegnato al Parlamento? Che ha ragione la Ragioneria generale etorto Malan. Intanto inumeri deisoggetti interessati alla nuova legge: l’istituto previdenziale cita Paesi comparabili come Germania e Inghilterra dove le unioni civili riguardano rispettivamente 67 mila e 35 mila coppie.
Il dato tedesco è più o meno quello del ministero della Giustizia vidimato dalla Ragioneria (65 mila): per Inps, tenendo presente che l’Italia ha venti milioni di abitanti meno della Germania, usufruiranno della legge “un numero di coppie pari a 30 mila a dieci anni dall’entrata in vigore. Tale numero converge all’anno 2033 verso le 50 mila coppie”. Il costo che l’Istituto previdenziale calcola sulla base di queste previsioni (e di alcune ipotesi ponderate su età,reddito e tipologia di lavoro) sono le seguenti: il costo tra il 2016 e il 2025 a fini previdenziali è di 25,3 milioni, cioè esattamente lo stesso vidimato dalla Ragioneria generale. Et pour cause: gliel’ha fornito l’Inps. Ma allora, si dirà, perché il presidente Boeri parla di “centinaia di milioni”? Perché i sistemi previdenziali si misurano in decenni e, infatti, il documento Inps si basa su un modello che fa previsioni lungo 35 anni: il costo delle “maggiori rate per pensioni”di reversibilità – si legge –sarà di 45 milioni al 2040 e di 124 milioni al 2050. Neanche cumulando il costo previdenziale di 7 lustri, insomma, si arriva a 4 miliardi e mezzo.

 
 

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Signore e signori, Lucio Malan, la penna più ironica del Parlamento

E niente, c’è un parlamentare che cita numeri a caso basati su interpretazioni scorrette di un documento. Cose che capitano, in Italia. Questa storia fa il paio con quella degli emendamenti, sempre presentati da Malan, all’epoca della discussione della legge in Senato. A dimostrazione del fatto che forse Palazzo Madama non è inutile, ma chi lo occupa dovrebbe prendere un po’ più sul serio un mestiere pagato con i soldi degli italiani.

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