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Le balle di Salvini sulla Germania che ci rimanda indietro i migranti

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A Matteo Salvini non la si fa. Da quando il nostro non è più ministro dell’Interno continua a scoprire un sacco di complotti ai danni dei poveri italiani. Prima la storia che il nuovo governo ha aperto i porti, che non sono mai stati chiusi. Poi l’invasione degli immigrati che arrivano con le ONG grazie all’accordo di Malta, che arrivavano lo stesso anche quando lui li teneva in mare per settimane. E oggi? Oggi torna di moda il tema dei “dublinati”.

Salvini e il complotto della Germania contro la povera italietta

Il leader della Lega ha scoperto oggi «l’ennesima fregatura del governo sbarchi, tasse e manette» (perché le manette? Perché va arrestato solo chi dice lui. Che cosa? Mentre «Conte, Di Maio e Renzi annunciano di spedire in Germania poche decine di immigrati scaricati in Italia dalla solita Ong» si accordano con la Merkel per riempirci di immigrati: «si piegano di nascosto a Berlino e accettano 50 profughi AL MESE, tutti i mesi».  Una procedura, sottolinea il sedicente Capitano «che con la Lega al governo era stata ovviamente respinta» mentre ora Conte e Di Maio (quelli con cui lui era al governo fino a due mesi fa) «vogliono riportarci all’Italietta schiava e umiliata». Di che cosa sta parlando Salvini?

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Innanzitutto è interessante notare che i numeri dei migranti sbarcati dalla Ocean Viking che qualche settimana fa sarebbero diventati “emergenza nazionale” diventano “poche decine”. Ed è vero, quelli sbarcati dalle ONG sono “poche decine”, ma lo sono sempre stati anche quando era Salvini a “chiudere i porti”. Ma veniamo alla questione odierna. Salvini sta parlando dei cosiddetti “dublinati” o “dublinanti”, ovvero quei migranti che in base agli accordi di Dublino (quelli approvati dalla Lega anni fa e che la Lega non ha mai voluto modificare) vengono rispediti indietro in Italia. Perché il regolamento di Dublino prevede che i migranti debbano presentare la domanda di asilo nel paese di primo accesso che in molti casi (ma non tutti) è l’Italia.

Come i “dublinati” hanno continuato ad essere mandati indietro dalla Germania anche con Salvini

Era il 7 ottobre del 2018 quando Salvini lanciò l’hashtag (di scarso successo perché è evidente che non è possibile) #aeroportichiusi promettendo di fare come quando aveva chiuso i porti qualche settimana prima. Vale a dire per finta. Ecco cosa scriveva l’allora ministro dell’Interno: «se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c’è e non ci sarà nessun aereoporto [sic!] disponibile». Si innescò all’epoca – era un anno fa – la polemica sui migranti “di ritorno” che la Germania “non voleva” di fatto perché è così che stabilisce un regolamento europeo ratificato anche dal nostro Paese.

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Ad un certo punto sembrava quasi che si fosse raggiunto un accordo bilaterale tra Italia e Germania «sul respingimento dei migranti registrati in Italia e fermati al confine tedesco» che però non è mai stato ratificato e quindi non è mai entrato in vigore. Esattamente come tante altre promesse di Salvini rimaste lettera morta. E i dati del 2018 parlavano di  2.707 “rimpatri” dalla Germania all’Italia da gennaio a novembre. Di questi 1.692 erano stati effettuati nei primi sei mesi dell’anno, il che significa che da giugno a novembre – quando al governo c’era già la Lega di Salvini – ne sono arrivati altri 1.015, con una media di 203 ingressi al mese. Altro che i 50 al mese (poche decine, direbbe uno) che dovrebbero arrivare ora.

Come spiegava Alessandra Ziniti su Repubblica un anno fa da sempre era stata adottata la prassi di rimandare indietro i migranti in Italia su voli charter, che hanno il vantaggio di poter esser programmati, due volte al mese per un totale di 50 migranti. Ma molti di più erano quelli che arrivavano sui voli di linea, che il Viminale per ovvi motivi aveva più difficoltà a “bloccare”. Di fatto la Germania non ha mai smesso di “rimandare indietro” (dal nostro punto di vista, da loro è perfettamente legittimo) i migranti, nemmeno quando c’era Salvini.

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Nel 2018 erano circa 40mila i migranti da “restituire” all’Italia, anche se in genere non tutte le richieste venivano inoltrate e si procedeva al respingimento di piccoli gruppi. Tant’è che a giugno scorso (Salvini era ancora al Governo) Repubblica dava notizia che in base ad un report del Dipartimento libertà civili e immigrazione che nel 2019 il numero dei migranti che entrano in Italia dall’Europa supera quello di chi sbarca.

Quanti “dublinanti” ci ha rimandato indietro la Germania quando c’era Salvini

E che il lavoro di Salvini non funzionasse poi così bene lo certificava pure il Populista (che dovrebbe essere qualcosa della comunicazione leghista) che a dicembre dava conto del numero di “dublinanti” tornati in Italia riportando una dichiarazione dello stesso ministro. Altro che aeroporti chiusi insomma. Qualcuno potrà dire che dopo Salvini ha preso in mano la cosa e risolto la situazione. Ma non è vero nemmeno quello.

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Fonte: Repubblica del 16 giugno 2019

Un’inchiesta pubblicata da Repubblica il 16 giugno scorso certificava, grazie ai dati forniti dal governo tedesco (perché quello italiano certe cose non le ama raccontare)  il fallimento della linea Salvini. A fronte di 4.602 richieste di trasferimento arrivate dalla Germania nel primo trimestre del 2019 Salvini ne aveva approvate 3.540 (contro i 2.629 del quarto trimestre del 2019). I trasferimenti effettivi sono stati meno, per un totale di 1.114 tra novembre 2108 e marzo 2019. Si parla di  557 persone a trimestre, vale a dire circa 185 al mese. E Salvini oggi lancia l’allarme se ne arriveranno 50 al mese? Ma allora è una diminuzione rispetto a quando c’era lui. E quindi un successo!

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Fonte: Repubblica del 16 giugno 2019

Tutto grazie anche al fatto che l’ex ministro ha disertato 6 vertici europei su 8 e non è riuscito a chiudere l’accordo con il suo omologo tedesco Seehofer, che dopo le europee di maggio lo ha scaricato brutalmente. Il fiasco di Salvini è ancora più evidente se lo si confronta con i dati dei trasferimenti effettivi dall’Italia alla Germania: meno di cinquanta persone a trimestre, vale a dire poco più di una decina di migranti al mese. Altro che “trasferimenti a somma zero”.

 

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