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Le accuse di brogli alle primarie del PD a Bari

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Le primarie del Partito Democratico sono talmente tranquille che arrivano accuse di brogli e mancate ricevute in Puglia. La prima denuncia arriva dal sindaco di Bari Antonio Decaro che su Facebook parla di “raccolta di ricevute come prova di avvenuto voto”. L’accusa è particolarmente grave e riecheggia una polemica simile del 2014 che aveva avuto Decaro ancora come protagonista. Nell’occasione le ricevute sarebbero utilizzate come prova per ricevere un “premio” per aver votato. Decaro sta con Renzi.

Le accuse di brogli alle primarie in Puglia

Il sindaco di Bari non menziona i luoghi da cui provengono le presunte segnalazioni. Dopo qualche tempo si scopre che il seggio a cui si riferisce Decaro è il Poggiofranco-Carrassi-Picone-San Pasquale-Mungivacca e il presidente del seggio Michele Monno conferma all’agenzia di stampa ANSA di aver preso provvedimenti: «All’esterno del nostro seggio, il più grande di Bari, si raccoglievano le ricevute per organizzare i rimborsi. Appena l’abbiamo saputo, ne abbiamo sospeso immediatamente il rilascio per evitare il mercimonio di voti», dice con il segretario del circolo di Picone-Poggiofranco, Giuseppe Ruta. Intanto alcuni commenti sulla pagina Facebook del sindaco smentivano però la sua ricostruzione:
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“Ha ragione il sindaco”, commenta Ruta: “Arrivano segnalazioni della presenza di persone fuori da alcuni seggi che raccolgono le ricevute come prova di avvenuto voto”. Inoltre, prosegue il segretario di circolo, “chi vuole la ricevuta può richiederla e la spediamo a casa, oppure la inviamo via mail”. Monno sottolinea inoltre che chiunque voti, “e qui sono venuti anche molti magistrati, lascia le proprie generalità che vengono raccolte in registri che ho io”. Dunque, si domanda il presidente di seggio, “a che serve questa ricevuta?”. Monno rileva infine che su questo punto i presidenti di seggio hanno facoltà di decidere, e finora la Commissione provinciale e regionale del Pd Puglia, conclude, “non mi risulta si sia espressa per emanare una direttiva da seguire”. Finora nel seggio in questione hanno votato circa 1.600 persone e a meno di 100 è stata rilasciata la ricevuta.

La ricevuto per il voto alle primarie?

E chi aveva parlato di necessità di rilascio della ricevuta? In mattinata lo aveva detto proprio Michele Emiliano, con una dichiarazione piuttosto infuocata in cui premetteva che gli erano arrivate segnalazioni di mercimonio intorno al voto: «Come sempre succede mi arrivano segnalazioni in tal senso e vi ricordo che potete filmare con il telefonino qualunque scena sospetta sulla quale effettuare nuovi accertamenti. In questi casi potete anche richiedere l’intervento delle forze dell’ordine se ritenete che siano state commesse irregolarità. Tutti i votanti devono pretendere come da regolamento il rilascio della ricevuta attestante l’effettuazione del voto e la consegna dei 2 euro al fine di evitare brogli sull’affluenza al voto ed eventuale appropriazione del denaro versato. Se i presidenti di seggio non dovessero rilasciare le ricevute potete chiedere l’intervento delle forze dell’ordine».
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E proprio Emiliano dopo l’appello su Fb a vigilare sulla correttezza delle operazioni di voto alle primarie del Pd, aveva spiegato che invece le ricevute si stavano rilasciando: “alcuni miei sostenitori hanno verificato che fuori dai seggi ci potevano essere delle irregolarità, e soprattutto che non si stavano rilasciando le ricevute”. “Poi – ha precisato Emiliano – hanno verificato che questa sarebbe stata una violazione gravissima del regolamento e quindi adesso le stanno rilasciando”. Dopo aver votato, infatti, Emiliano ha mostrato la sua ricevuta per avere versato un contributo volontario di 50 euro. In Italia la situazione è disperata, ma non seria.