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Laura Castelli accompagna i dissidenti M5S alla porta

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Laura Castelli accompagna i dissidenti M5S alla porta. La viceministra senza deleghe all’Economia dice la sua a Repubblica sul voto sulla Diciotti e con una certa diplomazia spinge i contestatori della linea sancita dal voto su Rousseau fuori dal MoVimento 5 Stelle.

Il caso Diciotti non vi farà perdere altri voti?
«Guardi, io ho un unico obiettivo: realizzare le cose del contratto. Poi saranno gli elettori a decidere se abbiamo fatto bene o male».

Ora cosa chiederete in cambio a Salvini? Lo stop alla legge sull’autonomia differenziata?
«Ma noi non ragioniamo così. Noi valutiamo ogni singolo problema nel merito. Ciascun argomento cammina con le sue gambe».

Rousseau è una piattaforma credibile? Un voto così importante non meritava una certificazione esterna?
«È una piattaforma nuova, si sta lavorando per renderla più rapida, più efficace. Siamo l’unica forza politica che fa decidere i propri elettori: si chiama democrazia diretta».

Per Laura Castelli, che in altri tempi è stata indicata come la “talpa” che ha passato informazioni sul M5S ai giornalisti, il voto su Rousseau è la dimostrazione che la linea certificata dai grillini di governo è l’unica accettabile nel loro partito. Per questo gli altri devono andarsene:

Su “Repubblica” un vostro attivista, Salvatore D’Agostino, ha confessato di avere votato 5 volte.
«Non conosco il caso specifico. Io ho votato una sola volta».

Paola Taverna suggerisce alle senatrici Paola Nugnes ed Elena Fattori, da tempo critiche con la linea Di Maio, di lasciare il M5S. Condivide?
«Ognuno deve decidere secondo coscienza. Io non me la sentirei di rimanere a lungo in una forza politica dove troppo spesso finisco in minoranza».

Nugnes dice che il dissenso ormai è amplissimo.
«È una sua opinione».

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