Politica

Laura Boldrini fa causa a Salvini per la campagna d’odio sulle “risorse boldriniane”

Laura Boldrini fa causa a Salvini e vuole un risarcimento danni. Tutto parte, spiega la deputata del Partito Democratico ed ex presidente della Camera quando nel 2013 la Lega decide di fare dei migranti il suo cavallo di battaglia

matteo salvini boldrini piano kalergi - 1

Laura Boldrini fa causa a Salvini e vuole un risarcimento danni. Tutto parte, spiega la deputata del Partito Democratico ed ex presidente della Camera quando nel 2013 la Lega decide di fare dei migranti il suo cavallo di battaglia. A diventarne il bersaglio, spiega la Boldrini in un’intervista al Corriere della Sera, è proprio lei. Con una campagna d’odio che culmina con lo slogan “risorse boldriniane” nel 2015, fino ad arrivare ad oggi:

salvini boldrini milano piazza duomo - 1

«Ho intrapreso un’azione legale contro Matteo Salvini, una causa civile al tribunale di Milano per risarcimento danni».

Danni per cosa presidente Laura Boldrini?
Per una massiccia strumentalizzazione della mia persona attraverso una campagna d’odio che non ha precedenti. Massiccia e duratura, e dai toni virulenti».

Di cosa stiamo parlando?
«Del mio nome associato ai crimini commessi dai migranti, come se io avessi la responsabilità di quelle azioni delinquenziali. Ma per capire dovremmo andare con ordine».

Andiamo con ordine.
«Partiamo dal 2013 quando la Lega era un partito in frantumi — era al 4% — e Salvini per risollevarne le sorti decise di scagliarsi contro i migranti e aveva anche bisogno di un capro espiatorio politico».

Il 2013 è l’anno in cui lei diventa presidente della Camera.
«Sì, e Salvini decide di prendere me come bersaglio politico».

Perché proprio lei?
«Avevo lavorato 15 anni all’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati».

Quindi?
«Quindi Salvini e la Lega inventano una narrazione distorta del mio pensiero sull’immigrazione».

Quale?
«Sostengono che io volevo l’invasione degli immigrati, la sostituzione etnica, un’immigrazione indiscriminata. Poi arrivano alla sintesi con uno slogan che non ha mai smesso di perseguitarmi».

Quale slogan?
«Le risorse boldriniane».

La bufala di Laura Boldrini ragazza babà

Boldrini spiega che sperava quando nel 2018 aveva smesso di essere il presidente della Camera la campagna d’odio finisse. Ma non è stato così. Anzi ha iniziato a denunciare chi la insultava sui social. Ma la scintilla che ha fatto scattare l’azione legale è stata una frase del deputato leghista Belotti alla Camera durante la discussione sul decreto immigrazione. Belotti lo ha definito una “boldrinata”. E la Boldrini ha perso definitivamente la pazienza.