Fatti

L'audizione di Daniele Fortini in commissione e la storia dello swap di AMA

daniele fortini

Nell’audizione di Daniele Fortini, presidente dell’AMA, alla commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali è stato raccontato un aneddoto curioso riguardo i report giornalieri e settimanali che lo stesso Fortini ha raccontato di aver inviato dal suo indirizzo email personali a quello di Virginia Raggi, Paola Muraro e Stefano Vignaroli. Fortini ha spiegato in audizione di aver cominciato ad inviare questi report quando la Muraro non era ancora stata nominata assessora all’ambiente e anche all’onorevole Vignaroli, che ad oggi nessuna carica ricopre né nel comune di Roma né nel M5S romano.

L’audizione di Daniele Fortini in commissione e la storia dello swap di AMA

Fortini ha poi consegnato i report in commissione facendo presente che contengono notizie riservate e che non è il caso, quindi, di divulgarli. E ha raccontato perché l’invio dei report, che venivano compilati dallo stesso Fortini e inviati tra le due e le tre di notte alla sindaca e agli altri, ad un certo punto si è interrotto. Nel video al minuto 1:25:15 racconta: «Ho smesso di redigerli nel momento in cui uno di questi report settimanali, particolarmente delicato, che io pensavo di inviare a persone che trattenessero informazioni, è diventato una lettera del dipartimento ambiente di Roma Capitale che allegando il weekly report mi chiedeva spiegazioni su alcuni passaggi. Se io dico a Roma Capitale che bisogna chiedere agli istituti finanziari (le otto banche, di cui una francese, che ci stanno finanziando) di rinegoziare gli swap, ovvero gli interessi sugli interessi, per risparmiare 31 milioni di euro che pagheremmo se questo swap restasse, nel momento in cui arriva alle otto banche può determinare la chiusura dei conti correnti e la disdetta del contratto di finanziamento con crisi finanziaria. Se io mando questi report al sindaco, all’assessore e all’onorevole Vignaroli, questi devono rimanere segreti. Se viene a conoscenza di tutti il rischio che corre l’azienda è molto grave».