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L'attentato a Berlino è in realtà un false flag di Natale!

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Ieri sera un Tir guidato da un giovane pakistano di ventitré anni è piombato a tutta velocità sulla folla nel mercatino di Natale di Breitscheidplatz vicino alla Chiesa del Ricordo nel quartiere di Charlottenburg, in pieno centro, nella parte Ovest della città. Il camion proveniva dall’Italia e risulta di un’azienda di trasporti polacca che sostiene di aver perso il contatto con il mezzo nel pomeriggio. In quello che poco fa le autorità tedesche hanno confermato essere un attacco terroristico hanno perso la vita 12 persone e ne sono rimaste ferite 48.
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Babbo Natale non esiste ma i complottisti sì

Questi per ora sono i fatti noti ai giornali per come risultano dalle testimonianze di chi era sul posto ed è riuscito a mettersi in salvo e soprattutto in base a quanto si sa delle indagini che, come è ovvio immaginare, sono ancora in corso. Ma questi ragionamenti purtroppo valgono solo nella realtà, ovvero nel mondo dove è realmente avvenuto un attentato terroristico e dove sono davvero morte dodici persone. Esiste però anche un altro mondo, con una realtà sua e una logica proprie: è quello dei teorici della cospirazione globale, i complottisti. Del resto il caso dell’attentato di Berlino presenta troppe coincidenze sospette, una su tutte: le modalità dell’attacco sono le stesse dell’attentato del 14 luglio a Nizza. Un evento tragico sul quale i complottisti riuscirono a fare chiarezza entro poche ore dichiarando che si trattava di un false flag ovvero di un finto attentato organizzato dagli apparati di sicurezza statali o da qualche organo dello Stato. Se andiamo a guardare la storia degli ultimi 15 anni (vale a dire quella dal 2001 in poi) per gli esperti di cospirazioni non esiste un solo caso di attentato “genuino”. Dall’attacco a Charlie Hebdo alla Strage di San Bernardino passando per gli attentati di Parigi del novembre scorso o all’aeroporto di Bruxelles fino allo schianto del volo Germanwings (che attentato non era) le risultanze delle indagini – rigorosamente condotte via Tcp/Ip – hanno dato un solo esito: False Flag.

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Niente sangue, niente vittime, solo attori

Quando sai già cosa stai cercando è decisamente più facile trovare le “prove”. Anche perché l’assunto fondamentale è che le vittime siano quasi sempre degli attori che, come sostiene una famosa teoria complottista, sono quasi sempre gli stessi. E così mentre gli investigatori del mondo reale cercano le prove per risalire ai mandanti e capire come sia potuta succedere una cosa del genere su Internet già fioccano le spiegazioni. Maurizio Blondet, già noto per le sue teorie complottiste, ha voluto essere originale e vintage al tempo stesso e ci spiega che l’attentato di Berlino è collegato con quello di Ankara e con la sparatoria di Zurigo perché si tratta di eventi che fanno parte della strategia della tensione i cui mandanti sono naturalmente i tecnocrati di Bruxelles.
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Alcune teorie durano lo spazio di una notte, ad esempio quella sul nome dell’attentatore che è una di quelle ricorrenti in caso di False Flag e che improvvisamente viene lasciata cadere non appena l’identità dei sospettati viene resa nota. Altri si concentrano sul fatto che sul frontale della motrice del Tir non ci siano macchie di sangue, si tratta di persone che evidentemente non sanno che quando un essere umano viene investito non esplode come un palloncino pieno di sangue lanciando schizzi in tutte le direzioni. Volete sapere come sono morte quelle dodici persone? Aspettate i risultati delle autopsie che riveleranno, presumo, traumi cranici e lesioni da schiacciamento (magari con emorragie interne). Lo dico non perché lo so, ma perché generalmente è così che muoiono le vittime di un incidente stradale.
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Del resto il sangue è una componente fondamentale dell’analisi iconografica, anche nel caso dell’attentato di Ankara c’è chi si lamenta che passa “troppo tempo” prima che il sangue esca dal corpo dell’ambasciatore russo.
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Spingendoci un po’ più in là nella ricerca dei mandanti spuntano – non ci sarebbe nemmeno più bisogno di scriverlo – gli ebrei. Addirittura il poliziotto che ha ucciso l’Ambasciatore russo ad Ankara sarebbe un ebreo che fingeva di essere un musulmano. Ed in fondo andando a guardare la numerologia ebraica (dovete sapere che le coincidenze numeriche sono molto importanti nella realtà parallela dei complottisti) scopriamo segnali inquietanti: il numero sette ricorre cinque volte nella data di ieri se prendiamo in considerazione il calendario ebraico. Se fosse stato sette volte sette chissà cosa sarebbe successo.
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L’analisi dei dati di realtà non si ferma però alle date e alle foto diffuse dai giornali (un momento, i giornali sono al soldo dei poteri forti quindi in sostanza sono i giornalisti a  volerci far pensare che si tratti di un False Flag): c’è anche una qualche forma di filologia. Ecco qui un esperto di messaggi massonici che ci spiega che nella scelta del luogo, o meglio nel nome del luogo dove è avvenuto l’attacco, c’è un’indicazione chiara: un messaggio che i massoni hanno voluto dare al Mondo ma soprattutto la loro inequivocabile firma. Cosa avrà voluto dire quel messaggio? Secondo qualcuno si tratta di una parola che contiene in realtà un codice di attivazione Mk Ultra, quel programma segreto (così segreto che lo conoscono tutti) che mira a creare agenti dormienti pronti all’uso da dislocare alla bisogna per creare il caos.
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E veniamo quindi al movente: perché proprio ieri, perché a Berlino? In tutta onestà il concetto di strategia della tensione ci appare davvero troppo vago; ci deve essere qualcosa sotto di più inquietante e di più utile.
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Effettivamente la coincidenza con il voto del collegio elettorale che ha votato per eleggere Donald Trump proprio ieri appare alquanto sospetta. Eppure i grandi elettori hanno confermato la scelta di nominare Trump nuovo Presidente degli Stati Uniti. Forse il solito Obama ha voluto mandare il solito segnale alle élite? Dubbi, dubbi e ancora dubbi. Ma per fortuna abbiamo una certezza: anche il prossimo attentato in Occidente sarà un false flag, tutti gli altri invece non sono degni di attenzione.

E per finire ecco un saggio di coloro che ieri sera, a pochi minuti dal lancio dell’ANSA che dava la notizia dell’attentato di Berlino ci spiegavano che era tutta colpa dei buonisti e dei comunisti che hanno voluto accogliere profughi e rifugiati. Ecco cosa succede ad essere troppo tolleranti, con i razzisti.