Economia

L'assegno di ricollocamento per i disoccupati

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Roberto Mania su Repubblica di oggi parla di un assegno di ricollocamento per i disoccupati da mille a quattromila euro che servirà a trovare, attraverso la riqualificazione, un nuovo lavoro. «Una svolta culturale», secondo Maurizio Del Conte, bocconiano, presidente dell’Anpal, l’agenzia per le politiche attive per il lavoro. Agenzia che però concretamente tuttora non esiste perché l’iter amministrativo per la composizione degli organi e il trasferimento del personale dal ministero del Lavoro e dall’Isfol non è stato concluso.

Il perno del nuovo corso è l’assegno di ricollocazione che dovrebbe arrivare entro la fine di quest’anno. Prima sono però necessari alcuni passaggi fondamentali sui quali si sta già lavorando. Innanzitutto dovranno comunicare tra loro le diverse banche dati: Inps (relativamente ai percettori degli ammortizzatori), ministero del Lavoro (per le comunicazioni obbligatorie), centri per l’impiego (per le schede anagrafiche dei lavoratori), Miur (per la parte riguardante i titoli di studio) e probabilmente anche l’Agenzia delle entrate (per il reddito). Dalle banche dati connesse arriveranno le informazioni indispensabili per la “profilatura” del disoccupato. Oggi, senza l’incrocio di informazioni, i centri dell’impiego fanno fatica a sapere anche chi sono i lavoratori che percepiscono un ammortizzatore sociale.

istat disoccupazione
Istat, occupazione e disoccupazione marzo 2016

L’assegno di ricollocamento partirà entro il 2017 e sostituirà gli attuali ammortizzatori.

Per chiedere l’assegno di ricollocazione (qualcosa di simile esiste già in Lombardia) bisognerà aver ricevuto per almeno quattro mesi la Naspi, cioè l’indennità di disoccupazione che può durare al massimo 24 mesi. L’entità dell’assegno dipenderà dalla propria occupabilità: più chance si avranno meno si prenderà e viceversa. Da qui il range da mille a 4mila euro. È chiaro che un ingegnere trentenne del Nord hai più possibilità di un’impiegata cinquantenne del Sud. A quel punto il lavoratore con il suo “buono lavoro” potrà recarsi («si attiva», dice Del Conte) in un centro pubblico per l’impiego o in un’agenzia accreditata dall’Anpal stessa (in prima fila le agenzie dei grandi gruppi internazionali, da Manpower ad Adecco) e chiedere di essere assistito per trovare un nuovo lavoro. Il pagamento ci sarà solo a risultato ottenuto. E la proposta di lavoro dovrà essere congrua rispetto alla storia professionale del lavoratore e alle sue capacità. Concetto, quello dell’occupazione congrua, destinata ad aprire contenziosi giuridici non di poco conto.