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L’affiliato alla ‘ndrangheta che riceveva il reddito di cittadinanza

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Il Secolo XIX racconta oggi la storia di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia e Guardia di finanza che ieri ha portato anche al sequestro di tre automobili al proprietario di una villetta a Gioiosa Jonica, sul litorale calabrese, appena ristrutturata: per l’Inps l’uomo era «nullatenente», viveva in condizioni di povertà, tanto da meritarsi il reddito di cittadinanza.

Nel luglio scorso i finanzieri, guidati dal pm Federico Manotti e dal colonnello Maurizio Cintura, hanno sequestrato 368 chili di cocaina e un milione di euro in contanti, il pagamento per la spedizione. Alvaro è finito in manette, mentre era riuscito a fuggire il suo braccio destro Domenico Romeo. Erano stati arrestati Rodolfo Militano, panettiere incensurato assoldato a Reggio Calabria e Ierinò, mediatore spedito a Sanremo per la prima tranche del pagamento, denunciato qualche giorno fa per «indebita percezione del reddito di cittadinanza».

«È stata immediatamente disposta – spiega un investigatore – la sospensione del sussidio, circa 500 euro mensili, che venivano erogati dall’Inps di Reggio Calabria».  Dettaglio: in una delle tre auto sequestrate in questi giorni è stato trovato un doppiofondo, «occultato dalla moquette e dal poggiapiedi, che avrebbe potuto contenere una pistola», chiariscono i finanzieri.

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Dove va il reddito di cittadinanza (Il Messaggero, primo dicembre 2019)

Faceva parte della banda di sospetti affiliati alla ’ndrangheta arrestati nel luglio scorso con l’accusa di aver portato in Italia, passando per il porto di Genova, 368 chili di cocaina provenienti dalla Colombia, che sul mercato avrebbero fruttato circa 150 milioni di euro. In più, è risultato essere il proprietario di una villetta a Gioiosa Jonica, sul litorale calabrese, appena ristrutturata. Invece per l’Inps Filippo Ierinò era «nullatenente», un uomo che viveva in condizioni di povertà, tanto da meritarsi il reddito di cittadinanza.

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