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L'abbraccio di Roberto Bolle alla ballerina con la bandiera ucraina | VIDEO

@neXt quotidiano|

Roberto Bolle

Tutti sotto lo stesso cartello che invoca la pace. Tutti sotto la stessa bandiera gialloblu dell’Ucraina. Poi quell’abbraccio che ha un grande significato. Così si è concluso l’evento organizzato da Roberto Bolle al Padiglione Italia di Expo 2020 a Dubai, dove il ballerino ha deciso di chiudere lo spettacolo ribadendo quella richiesta di pace già espressa nei giorni scorsi. E lo ha fatto abbracciando quella ballerina di origini ucraine che ha condiviso con lui il palco. Un gesto simbolico di grande potenza, vista l’ammirazione universale nei suoi confronti da parte di tutto il mondo.

Roberto Bolle abbraccia la ballerina con la bandiera ucraina

Alla vigilia dell’evento andato in scena al Padiglione Italia di Expo 2020 Dubai, Roberto Bolle aveva parlato espresso quel pensiero di pace e aveva condannato l’aggressione militare russa nei confronti dell’Ucraina con parole durissime:

“Sicuramente si sta facendo di tutto per isolare la Russia e rendere chi decide questa guerra, che è un uomo solo, isolato da tutto e con ogni mezzo. Sono assolutamente d’accordo nel prendere posizioni di distanza e distacco e la solidarietà verso gli ucraini è sicuramente dovuta e sentita, e non c’è possibilità e volontà di andare e partecipare ad alcunché della Russia finché la situazione non sarà risolta e tornata alla normalità. In questo momento è giusto prendere le distanze e condannare assolutamente quello che è stato fatto perché non ha giustificazioni, è veramente assurdo e ha messo non solo gli ucraini ma tutto il mondo nel panico e nel terrore per un attacco così feroce e ingiustificato”.

Parole confermate da quel che è accaduto sul palco di quell’evento, con quell’abbraccio alla star del balletto di Berlino, di origini ucraine, sotto quella bandiera e con i cartelli che inneggiavano alla pace. Piccoli gesti simbolici che mostrano come il mondo intero (o quasi) stia condannando in maniera unanime quella scellerata guerra iniziata da Vladimir Putin che, nel frattempo, continua a far arrestare chiunque scenda in piazza – in modo pacifico – nelle varie città russe per chiedere il ritiro delle truppe.