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Yelena Osipova, la sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado, arrestata per aver manifestato contro la guerra | VIDEO

@neXt quotidiano|

Yelena Osipova

Dire “no alla guerra” in modo pacifico è diventato un reato perseguibile in Russia. Proseguono, infatti, le manifestazioni contro la decisione unilaterale del Cremlino di invadere l’Ucraina e, contestualmente, continua a crescere il numero di persone arrestate da parte della polizia russa. Tra le ultime fermate dalle forze dell’ordine c’è anche l’80enne Yelena Osipova, sopravvissuta all’assedio nazista di Leningrado. Queste le immagini che mostrano il comportamento senza senso della polizia intervenuta a San Pietroburgo durante una delle tante proteste pacifiche.

Yelena Osipova arrestata in Russia per aver detto no alla guerra

“Soldato, lascia cadere la tua arma e sarai un vero eroe!”. Questo recitava uno dei cartelli tenuti in mano da Yelena Osipova, scesa in piazza a San Pietroburgo per chiedere la fine delle ostilità della sua Russia contro l’Ucraina. Un messaggio di pace in un periodo di guerra voluta esclusivamente da Vladimir Putin. E questo è bastato per portare al suo fermo. Un arresto che ha provocato grande indignazione, sia per l’età della donna che per la sua storia.

Era molto piccola, infatti, quando Leningrado – dove è nata e cresciuta – fu al centro di una delle più cruente pagine della Seconda Guerra Mondiale. Quel tentativo di invasione nazista della Russia – che Hitler voleva risolvere con una (l’ennesima) guerra lampo – si scontrò contro la resistenza dei cittadini che sconfissero le armate tedesche dopo oltre due anni di conflitto, segnando una delle più cocenti sconfitte del Terzo Reich. Ed Yelena Osipova, seppur in tenerissima età, era lì mentre i carri armati provenienti dalla Germania attaccavano la sua terra.

Insomma, lei conosce bene il senso dell’invasione straniera che – per certi versi – ricorda quella perpetrata dalla Russia nei confronti dell’Ucraina. Per questo era scesa in piazza per dire “no alla guerra” e per chiedere ai soldati di deporre le armi. E, invece, è stata arrestata dalla polizia russa. E il suo nome, dall’inizio del conflitto, si aggiunge a quello degli oltre 7mila cittadini russi arrestati in Russia, solo per aver chiesto la pace.