Rassegna Stampa

Il tassista-eroe che ha permesso l’arresto dell’uomo che aveva sparato al cameriere di Pescara

La collaborazione con la Polizia che lo ha tele-guidato ha permesso alle forze dell’ordine di arrestare Federico Pecorale

Pescara

Un’operazione di Polizia riuscita anche grazie al sangue freddo e alla collaborazione di un tassista che – pur conscio del pericolo – ha aiutato le forze dell’ordine a monitorare e poi mettere le manette ai polsi di Federico Pecorale, il 29enne che domenica aveva sparato tre colpi di pistola a un cameriere (ancora ricoverato in gravi condizioni) di un ristobar nel centro di Pescara. Perché l’uomo, dopo aver ferito Yelfry Rosado Guzman, ha tentato di darsi alla macchia facendo ritorno in Svizzera, dove vive da tempo. Ma l’uomo alla guida di quel taxi è stato l’elemento più prezioso per bloccare la sua fuga.

Pescara, il tassista che ha permesso l’arresto di Federico Pecorale

Subito dopo la sparatoria, infatti, Federico Pecorale ha fatto ritorno in quell’hotel di Pescara nel quale aveva alloggiato negli ultimi giorni: ha riempito velocemente i suoi bagagli per poi tornare a bordo di quel taxi che lo aveva trasportato in giro per l’Abruzzo durante la sua permanenza in zona. Perché l’uomo – ora in arresto con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo d’armi – aveva promesso una somma ingente al tassista per questa “guida” esclusiva con tanto di ritorno in Svizzera. Ma la sua fuga è stata bloccata.

Prima le telecamere a circuito chiuso del ristobar, poi quelle di sicurezza installate per la città abruzzese. Immagini che hanno permesso, come riportato dal quotidiano Il Messaggero, l’individuazione del colpevole di quella assurda sparatoria. La sua ultima immagine a Pescara lo ha immortalato mentre saliva a bordo di quel taxi. Ed è lì che è iniziata la collaborazione tra il conducente e la Polizia. Le forze dell’ordine, infatti, hanno contattato – poco dopo – il tassista che ha risposto alle domande e seguito le indicazioni fornitegli dalla Questura. Il tutto mentre Pecorale si era addormentato sui sedili posteriori dell’automobile.

Come riporta La Repubblica, nel corso di questo “viaggio interrotto” verso la Svizzera, il tassista è stato tele-guidato dagli agenti e ha seguito tutte le indicazioni per mandare in porto l’arresto:

“La preghiamo solo di proseguire tranquillo e si attenersi alle nostre istruzioni, la contatteremo di nuovo. Inserisca la posizione sul suo cellulare e non faccia nulla che possa insospettire il soggetto”.

Indicazioni seguite pedissequamente, fino al capitolo finale che ha portato all’arresto di Federico Pastorale sull’autostrada A14 in Direzione Nord.

“A 30 chilometri troverà la stazione di servizio Metauro. Lì si ferma fingendo di dover mettere benzina, toglie le chiavi, chiude da fuori il taxi e si allontana, al resto pensiamo noi”.

Poi, intorno alle 22.30, proprio in quella stazione di rifornimento è arrivato l’arresto. Seguendo tutte le indicazioni fornite dalla Polizia. E oggi il tassista sarà premiato per questo suo gesto.