Economia

La spesa pubblica continua a crescere

Inarrestabile. La spesa pubblica reale sta crescendo nel 2015 di circa 5 miliardi rispetto agli stanziamenti di inizio anno.  Lo Stato, quest’anno, spenderà di più anche per la sicurezza, la scuola, la disoccupazione, le calamità naturali, e soprattutto per fronteggiare l’immigrazione. La spesa cresce, e se i conti pubblici quest’anno riusciranno a chiudere meglio del previsto sarà, nei fatti, solo per la diminuzione degli interessi sui titoli di Stato. Lo racconta oggi Mario Sensini sul Corriere della Sera, in un articolo in cui racconta che il bilancio di assestamento 2015 vede un aumento della spesa di dodici miliardi rispetto al previsto di quest’anno, insieme a un calo della spesa per interessi pari a 8 miliardi e un miglioramento dei conti pubblici pari a 1,3 miliardi. In ballo c’è quindi un aumento della spesa reale di 5-6 miliardi nel 2015 rispetto al preventivato.

spesa pubblica sale
Il bilancio di assestamento 2015 dello Stato (Corriere della Sera, 9 agosto 2015)

In particolare, spiega il Corriere:

Il «Budget rivisto», appena messo a punto dalla Ragioneria dello Stato, prevede per i soli ministeri un aumento degli stanziamenti, rispetto a gennaio, di 4,5 miliardi di euro. Il grosso riguarda le pensioni: il rimborso parziale della mancata indicizzazione, dopo la sentenza della Consulta, determina maggiori uscite di 3 miliardi per le Politiche Sociali. Cresce di 700 milioni di euro, però, anche il bilancio di previsione del ministero dell’Interno. In questo caso, a determinare la maggior spesa, sono i trasferimenti agli enti locali (251 milioni), e soprattutto l’assistenza agli immigrati, per la quale quest’anno servono 410 milioni in più. Cresce anche il budget della sicurezza e la tutela dell’ordine pubblico, di 61 milioni.

Ma non aumenta solo quello:

Tirano più del previsto anche la spesa per il personale dei ministeri, e quella per gli acquisti. Il costo del personale (76,8 miliardi) sale di 206 milioni rispetto allo stanziamento di inizio anno, e di 1,6 miliardi rispetto al consuntivo 2014, quasi la metà dei quali imputabili al personale della scuola. Crescono, però, anche le retribuzioni delle forze di Polizia e della Guardia di Finanza, con lo sblocco degli scatti d’anzianità. Il costo medio delle retribuzioni per il personale impiegato dai ministeri è di 43.063 euro, in aumento rispetto ai 42.401 del 2014.
Il più alto si registra al ministero della Salute (62.643 euro in media), il più basso al ministero dell’Istruzione, con una media di 39.430 euro. Nella fascia bassa anche i dipendenti dei Beni Culturali, con 39.336 euro, in quella più alta il personale in servizio alla Giustizia (56.737 euro) e all’Ambiente (55.568 euro). Sopra la media anche i costi per il personale dell’Economia e degli Esteri.