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La scuola è sicura dopo il terremoto? Te lo dice il consigliere a 5 Stelle!

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Il Messaggero riepiloga oggi nella cronaca di Roma come sta andando avanti il controllo della situazione delle scuole romane dopo la scossa di terremoto che ha creato alcuni danni in città. Oggi le scuole riaprono (quasi) tutte. Anche quelle che non sono state controllate dai tecnici del Comune. Per le ispezioni post-terremoto il Campidoglio ha schierato solo 50 dipendenti richiamati dalle ferie. E ieri si sono fatti sentire di nuovo i presidi: verifiche solo nella metà degli istituti, molti controlli avverranno con le classi aperte. Ma soprattutto il quotidiano racconta della protesta dei genitori: «In alcuni casi i controlli sono stati realizzati da assessori e consiglieri M5S, non da tecnici specializzati del Dipartimento Lavori pubblici».

Che fosse ai limiti della mission impossible, l’operazione annunciata dalla sindaca Vrginia Raggi per controllare «tutte le scuole di ogni ordine e grado» presenti a Roma, lo si era capito già ieri. Ma per avere la certezza basta guardare i numeri del personale disponibile a effettuare le perlustrazioni dopo il terremoto: appena 50 (cinquanta) dipendenti comunali avrebbero dovuto, in neanche 48 ore, ispezionare approfonditamente oltre 500 istituti per garantirne la staticità.
Ma su oltre 11mila addetti (10.962 nei municipi e 289 al Dipartimento Lavori pubblici) quelli rientrati dalle ferie per occuparsi dei controlli post sisma sono state poche decine: appena 2 tecnici per ciascuna delle ex circoscrizioni, più cinque squadre da 3-4 dipendenti messe a disposizione dall’ufficio centrale della Manutenzione urbana. Che infatti ha effettuato solo 60 sopralluoghi, riscontrando nel 50% dei casi lesioni «di lieve entità». Ecco perché ieri i dirigenti scolastici hanno lanciato l’allarme: «Secondo una nostra stima sono state controllate meno della metà delle scuole romane, in molti casi le verifiche non ci sono state», ha spiegato il presidente dell’Associazione nazionale Presidi di Roma, Mario Rusconi.

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Il computo delle scuole romane lesionate (Il Messaggero, primo novembre 2016)

E mentre i presidi chiedono al Comune di pubblicare l’elenco delle scuole controllate senza ricevere risposta, il quotidiano racconta di un modo curioso di fare i controlli:

Intanto nei territori monta la protesta dei genitori degli istituti lasciati “scoperti”. E c’è anche chi denuncia che a fare i controlli, in alcuni casi, non siano stati i tecnici specializzati del Comune, ma assessori e consiglieri municipali dei Cinque stelle: «Come possiamo esser sicuri dei controlli se a farli sono stati i presidenti dei municipi con i loro assessori? Che competenze hanno? Dove sono gli esperti dei Lavori pubblici»,le domande che si sono poste ieri tante famiglie, soprattutto nei quadranti periferici della Capitale: da Colli Aniene fino a Cesano.
Nel XV municipio, per fare un esempio, tra ieri e lunedì sono state controllate più di 80 strutture. Soltanto in 8, però, sarebbero arrivati i tecnici del dipartimento. Il presidente del municipio, Stefano Simonelli, rassicura: «Gli interventi condotti dai tecnici del Simu hanno riguardato le strutture che più di altre hanno destato preoccupazione». Ma l’opposizione incalza: «Le famiglie ancora non conoscono – accusa l’ex presidente Daniele Torquati- gli esiti generali dei controlli».

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