La macchina del funky

La riforma delle pensioni prossima ventura

tito boeri

Il governo punta alla legge di stabilità per introdurre nuove forme di flessibilità nella previdenza italiana, puntando sulla proposta di Tito Boeri. La storia la racconta Claudio Tito su Repubblica:
 

Nella “cartellina” consegnata al presidente del consiglio e al ministro dell’Economia le soluzioni sono già state indicate. La strada è di fatto segnata. Si tratta di un intervento che viene definito di «alleggerimento». Sia dal punto di vista dei conti, sia da quello che riguarda i criteri di accesso all’assegno pensionistico. Il principio base dell’operazione poggia sulla «maggiore flessibilità». L’idea è quella già esposta nei giorni scorsi al presidente dell’Inps,TitoBoeri. Nella sua relazione annuale parlava di «flessibilità sostenibile». «Chi va in pensione prima – spiegava – deve spalmare il montante contributivo su molti più mesi di chi va in pensione più tardi. A parità di montante, ogni anno in meno di lavoro comporta una riduzione di questi pagamenti mensili». In sostanza chi decide volontariamente di uscire in anticipo dal mondo del lavoro può farlo sapendo che il suo assegno sarà ridotto percentualmente. Lo stesso Boeri nei giorni scorsi parlava di un taglio del 3% per ogni anno di mancata contribuzione. Se le formule dell’intervento sono sostanzialmente definite, il Tesoro e Palazzo Chigi sono ancora in attesa dei calcoli economici dell’operazione.

Un passaggio fondamentale.

Perché se la riforma previdenziale sarà comunque un tassello imprescindibile dell’azione governativa, i tempi di realizzazione devono ancora essere valutati. Nella sostanza bisogna verificare a quanto ammonterebbe il risparmio e in quali tempi verrebbe conseguito. E soprattutto prevedere quanti sono i lavoratori interessati a questo “anticipo”. L’obiettivo è evitare un nuovo flop, come si è rivelata l’introduzione del Tfr in busta paga. Un’opzione attivata da ben pochi italiani. Sta di fatto che il progetto di dare un nuovo assetto al sistema pensionistico è ormai entrato nei disegni del governo. E, come prevede lo schema di Boeri, aprirebbe la strada anche al reddito minimo garantito. Che costituisce una priorità anche per la minoranza pd. La misura non sarebbe a favore di tutti, ma solo per gli over 55. Una categoria di lavoratori che negli ultimi sei anni è stata duramente colpita. Tant’è che i disoccupati in quella fascia di età sono addirittura triplicati.