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La rabbia di Fedez contro Renzi per l’assenza durante il voto al Senato sul ddl Zan

Il rapper, che per mesi si è fatto volto della campagna in favore della legge contro l’omotransfobia, la misogina e l’abilismo, non “perdona” il leader di Italia Viva per la sua mancata presenza in Aula

Fedez contro Renzi

Pochi minuti dopo l’approvazione della “tagliola” che ha, di fatto, bloccato l’iter per l’approvazione del ddl Zan in Senato, Fedez si scaglia contro Renzi per la sua assenza a Palazzo Madama nel giorno del voto fondamentale per l’iter del disegno di legge contro l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. Il rapper di Rozzano non fa riferimento ai “franchi tiratori” che si sono palesati grazie alla decisione di procedere con il voto a scrutinio segreto. E non accusa nessun altro parlamentare di Italia Viva (che ha già rispedito al mittente le accuse, indicando le responsabilità in casa Pd e M5S). Se la prende con il segretario di IV, proprio per la sua mancata presenza in Aula.

fedez contro Renzi tweet

Fedez contro Renzi per la sua assenza nel giorno del voto sul ddl Zan

“Ma il Renzi che si proclamava paladino dei diritti civili è lo stesso che oggi pare sia volato in Arabia Saudita mentre si affossava il DDL Zan? Per celebrare la libertà di parola organizziamo una partitella a scarabeo con Kim Jong-un? Gran tempismo. Comunque bravi tutti”, ha scritto il rapper sul proprio profilo Twitter. Ma la polemica non finisce.

La giornalista di La7 Flavia Fratello, commentando il tweet di Fedez, ha sottolineato che – come raccontato da Teresa Bellanova e ribadito da altri parlamentari del partito di Matteo Renzi – Italia Viva ha votato compatta contro la “tagliola” (ovvero in favore del ddl Zan) oggi in Senato. Ma il rapper rincara la dose.

“Ma ha letto bene? Il senatore Renzi in questi mesi, ci ha raccontato quando gli stesse a cuore il ddl zan e lui oggi vola in Arabia Saudita. Non ci è dato sapere chi ha votato cosa, trattandosi di voto segreto ma sicuramente Renzi aveva di meglio da fare”. Insomma, il rapper sostiene di non aver fatto riferimento a Italia Viva, ma al comportamento del suo segretario che oggi – in una giornata importante, anzi fondamentale, per il disegno di legge per contrastare i fenomeni di omotransfobia, misoginia e abilismo – non si trovava a Palazzo Madama perché impegnato, come riportato da alcuni organi di stampa – in Medio Oriente.